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3 Novembre Nov 2017 1928 03 novembre 2017

Francia, sì a referendum indipendenza Nuova Caledonia

Il governo francese ha accettato di stipulare un «accordo politico» sulla consultazione in Nuova-Caledonia. La partita però potrebbe aprire il complicato dossier corso, soprattutto in vista della consultazione locale di dicembre.

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Dinanzi ai venti secessionisti in Catalogna, massima prudenza della Francia davanti a due dossier interni particolarmente sensibili. La preparazione del referendum di autodeterminazione in Nuova Caledonia e il voto di dicembre in Corsica che, visto l'attuale clima, potrebbe prendere una piega 'nazionalistica'.

UN NEGOZIATO DI OLTRE 10 ORE. Dopo 10 ore di negoziati a Parigi, il premier Edouard Philippe ha annunciato nella notte tra il 2 e 3 dicembre il raggiungimento di un «accordo politico» sulla consultazione in Nuova-Caledonia, collettività d'Oltremare nell'Oceano Pacifico sotto sovranità francese dal 1863. L'intesa trovata apre la strada all'organizzazione del referendum entro il novembre 2018. «È un accordo politico importante», si è congratulato Philippe, salutando il clima di «fiducia» instauratosi con la delegazione della Nuova Caledonia.

PRESTO MACRON NELL'ARCIPELAGO. La delegazione è stata ricevuta il 30 ottobre all'Eliseo dal presidente Emmanuel Macron, un modo per evidenziare il coinvolgimento personale del presidente nello storico processo. Il capo dello Stato intende inoltre recarsi sul posto «al più tardi a maggio». Al termine di un fragile processo di decolonizzazione avviato nel 1988 con gli accordi di Matignon e proseguito nel 1998 con l'accordo di Nouméa, l'auspicio è che il referendum sia condiviso da tutti. Per l'affidabilità dello scrutinio non si esclude l'invio di osservatori Onu. Un membro del governo si dice sicuro che «l'indipendenza non passerà. Quello che conta però è che i risultati del voto vengano accettati da tutti».

PAURA PER LE RIPERCUSSIONI IN CORSICA. Quanto alla Corsica, il 3 e 10 dicembre si terranno le elezioni per la fusione dei due dipartimenti dell'isola: Haute-Corse e Corse-du-Sud. Nel continente, c'è chi teme possano fungere da pretesto per riaccendere aspirazioni indipendentiste. «Siamo favorevoli all'autonomia della Corsica - ha detto il ministro dell'Interno Gérard Collomb - ma all'autonomia nell'ambito della Repubblica francese».

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