LIBIA
3 Novembre Nov 2017 1824 03 novembre 2017

Libia: nelle prigioni lo stupro maschile è usato come arma

Prigionieri violentati con manici di scopa e razzi. Migranti costretti a usare violenza contro altri detenuti per sopravvivere. L'inferno delle carceri svelato da un'inchiesta giornalistica.

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Nella Libia in preda all'anarchia e divisa fra milizie armate, lo stupro maschile viene praticato «sistematicamente» come strumento di umiliazione, soggiogamento e dominazione o per mettere fuori gioco avversari, essendo nella cultura araba la sodomia un tabù assoluto e un'onta socialmente irreparabile. In diversi casi le vittime venivano gettate in una una stanzetta con altri detenuti, ai quali veniva ordinato di sodomizzarle, dietro la minaccia di morte. Lo scrive il quotidiano britannico The Guardian sulla base di dolorose testimonianze dirette raccolte da un'inchiesta svolta da una ong libica e da un giornalista di Le Monde. L'inchiesta contiene testimonianze e filmati di stupri di uomini con l'utilizzo di diversi strumenti, come manici di scopa attaccati alle pareti e perfino razzi.

«VIOLENTALO O SEI MORTO». In particolare un testimone, Ahmed, ha raccontato di essere stati detenuto per quattro anni in una prigione a Tomina, alle porte di Misurata. «Ti separano (dagli altri) per soggiogarti», ha detto, confermando di essere stato costretto a sodomizzarsi da solo con un manico di scopa fissato al muro se avesse voluto mangiare. «Non potevo muovermi finché il carceriere non vedeva scorrere il sangue. Nessuno poteva sfuggire...», ha aggiunto. Secondo Ahmed almeno 450 uomini si trovavano in quel ramo della prigione. «C'era un uomo di colore», continua, «un migrante. La sera veniva gettato all'interno delle nostre celle e gli veniva ordinato: Violentalo altrimenti sei morto». «Soggiogare è l'espressione da loro usata», spiega Ahmed. «E significa che non potrai mai più rialzare la testa, anche perché loro filmano il tutto con i loro telefonini». Le persone che subiscono questo tipo di umiliazione si considerano troppo danneggiate per poter ritornare alla loro vita pubblica.

LE ACCUSE AL REGIME DI GHEDDAFI. Il regime di Gheddafi era stato accusato in passato di aver usato lo stupro maschile come arma durante la rivoluzione del 2011 che portò alla morte del raìs, ma fino a ora mancavano le prove. I lealisti del Colonnello, conferma un esiliato libico al Guardian, «stupravano durante la rivoluzione. Quando sono stati sconfitti, hanno subito la stessa violenza».

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