Killer Texas
MASSACRO
5 Novembre Nov 2017 2011 05 novembre 2017

Usa, sparatoria in una chiesa in Texas: cosa sappiamo

Almeno una ventina di colpi d'arma da fuoco in una cappella a Sutherland Springs, a Est di San Antonio. Il bilancio della strage è di 26 morti, tra cui almeno 12 bambini. L'autore dell'attacco è un ex militare 26enne.

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Ventisei persone sono state uccise a colpi d'arma da fuoco in una chiesa battista di Sutherland Springs, in Texas. Tra le vittime ci sono almeno 14 bambini, compresa la figlia 14enne del pastore. Né la madre della ragazza, né suo marito, il reverendo Frank Pomeroy, si trovavano in chiesa al momento della sparatoria. La comunità di Sutherland Springs è molto piccola e alcuni testimoni hanno raccontato ai media locali che «metà della congregazione» ha perso la vita. Ecco cosa sappiamo finora.

1. La dinamica della sparatoria: almeno una ventina di colpi

Secondo una prima ricostruzione sarebbe stata esplosa una ventina di colpi a breve distanza tra loro, mentre era in corso la messa. L'uomo, identificato poi come Devin Kelley, è arrivato sul posto a bordo di un'auto, vi è uscito vestito di nero e con un fucile d'assalto, indossava un giubbotto antiproiettile e nell'auto sono state trovate ami. Stando ad alcune testimonianze raccolte tra residenti nei pressi della chiesa a Sutherland Springs, l'autore ha cominciato a sparare ancor prima di fare ingresso nell'edificio per poi continuare all'interno. Una persona avrebbe inoltre risposto al fuoco. Secondo quanto riportato dalla Cbs, Kelley si è sparato ed è morto per le ferite da arma da fuoco che si è inflitto.

KILLER INSEGUITO DA DUE UOMINI DOPO LA SPARATORIA. Secondo l'emittente l'uomo è stato inseguito da due uomini dopo essere fuggito dalla chiesa che aveva assaltato. «Ci sono stati dei colpi di arma da fuoco sparati» fra i due uomini e il killer, ha detto lo sceriffo Joe Tackitt. In seguito, l'auto del killer è finita fuori strada. Uno dei due inseguitori è il 27enne Johnnie Langendorff, che si trovava nel paesino per incontrare la fidanzata quando si è imbattuto nel primo uomo che aveva aperto il fuoco contro Kelley, un passante che aveva impugnato la sua di pistola per fermarlo e insieme lo hanno inseguito a bordo di un furgoncino.

2. Le vittime: 26 morti tra i 18 mesi e i 72 anni

Ha soltanto 18 mesi la vittima più giovane della strage nella chiesa della piccola comunità in Texas. Lo hanno reso noto i responsabili dell'inchiesta in corso, confermando che le persone rimaste uccise nella sparatoria sono 26. La vittima più anziana ha 77 anni. Tra loro c'è una 14enne, è la figlia del pastore della chiesa, Frank Pomeroy. Lui e sua moglie Sherry non erano in chiesa. Tra le vittime ci sarebbe anche la madre della suocera del killer. A rilevarlo la Cnn. Tra le vittime c'è poi una famiglia completamente distrutta: otto dei suoi componenti sono rimasti uccisi. Si sa anche che un bambino di sei anni è tra le persone rimaste ferite: è stato raggiunto da un proiettile ed è stato sottoposto ad un intervento chirurgico. Le autorità locali hanno riferito che dieci tra i 20 feriti nella strage sono in condizioni gravi.

3. L'attentatore: un 26enne con esperienza militare

Stando ad alcune indicazioni, lo sparatore avrebbe tentato di fuggire a bordo di un auto dopo aver aperto il fuoco, tentativo però fallito. Due agenti di polizia hanno confermato che il killer si chiama Devin Kelley. Secondo alcuni media tra i quali il Daily Beast Kelley avrebbe 26 anni e sarebbe un ex militare dell'aviazione che in passato era stato congedato con disonore. Il New York Times ha ricostruito parte della sua storia spiegando che Kelley aveva servito nella base dell'aeronautica in New Mexico fino al 2012 quando venne indagato per violenza domestica contro la moglie e il figlio. La corte militare lo condannò a 12 mesi di confinamento e al congedo. Nello stesso anno la moglie ottenne il divorzio.

GLI ERA STATA RIFIUTATA LA LICENZA PER LE ARMI. Il Killer qualche giorno prima della strage ha pubblicato sui social una foto con un fucile semiautomatico. Al momento non è chiaro come Kelley si sia impossessato dell'arma dato che in passato gli era stata negata la licenza necessaria per possedere armi nello Stato, come ha spiegato il governatore Greg Abbott. L'Air Force non avrebbe informato il Fbi della condanna per violenze domestiche emesse da una Corte marziale nei confronti di Devin Kelley, il cui nome avrebbe dovuto essere inserito in una banca dati federale. Questo però non è avvenuto e l'uomo ha potuto così superare tranquillamente i controlli preventivi e acquistare armi da fuoco, tra cui quella della strage. In una conferenza stampa tenuta a 24 ore dall'agguato le autorità hanno spiegato che il movente della strage «non è di natura religiosa o razziale», ma sembra dettato da problemi familiari. Il killer aveva manifestato rabbia nei confronti della suocera e che questa aveva ricevuto suoi sms minacciosi. Per questo motivo non è stato ritenuto necessario aprire un'indagine per terrorismo.

UN AMICO: «ERA ATEO E ULTIMAMENTE SEMBRAVA DEPRESSO». Gli inquirenti non hanno considerato l'ipotesi terrorismo, né ritengono che il motivo sia razziale o religioso. Del killer un compagno di scuola dice che fosse «ateo» e «prendeva in giro chi credeva in Dio». Erano compagni di classe al liceo New Braunfels, la cittadina texana di cui Kelley era originario. «È stato il primo ateo che ho incontrato. Aveva un figlio o due, una vita abbastanza normale, anche se ultimamente sembrava depresso», ha raccontato l'ex compagno Patrick Boyce.

4. Le reazioni della politica, Trump: «Atto malvagio»

Il presidente Donald Trump ha fatto sentire la sua vicinanza alle famiglie delle vittime con un tweet dal Giappone: «Dio sia con la gente di Sutherland Springs, Texas. Il Fbi e le forze di sicurezza sono sul posto. Io monitoro la situazione dal Giappone». Il tycoon, che si trova in Asia per un tour di dieci giorni tra Giappone, Cina, Sud Corea e Filippine, ha definito la sparatoria un «atto malvagio». «La sparatoria in Texas è stata compiuta da un individuo che aveva enormi problemi mentali, semplicemente uno squilibrato», ha detto il presidente Usa rispondendo alla domanda di un giornalista americano nel corso della conferenza congiunta, al termine dell'incontro con il premier Shinzo Abe a Tokyo.

5. In aumento morti per arma da fuoco in Usa

Undici mila omicidi compiuti con armi da fuoco nel 2016, oltre 38 mila persone che in totale hanno perso la vita per colpa di una pistola o un fucile, cinquanta donne al mese che vengono ferite a morte dal compagno. A fornire i numeri della strage quotidiana negli Usa, che sale alla ribalta delle cronache internazionali solo quando avvengono eccidi come quello in Texas, sono i Cdc (Centers for Disease Control and Prevention), che sottolineano nel loro ultimo bollettino come le cifre siano in crescita negli ultimi due anni dopo un periodo di sostanziale stasi. Tra il 2015 e il 2016, affermano gli esperti, il tasso di morti per arma da fuoco è passato da 11 ogni 100mila abitanti a 12, mentre tra il 2011 e il 2014 era rimasto stabile. Tradotta in cifre assolute, la statistica indica un passaggio da 36mila a oltre 38mila vittime, per il 60% circa suicidi, un balzo simile a quello fatto tra il 2014 e il 2015.

«Il fatto che stiamo vedendo un aumento dopo un lungo periodo è preoccupante. È una crescita importante per un solo anno», ha spiegato Bob Anderson, capo della divisione statistica. Anche nel primo trimestre del 2017, ha aggiunto l'esperto, si nota un aumento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Oltre ai suicidi, circa il 36% dei casi, corrispondenti nel 2016 a quasi 11mila, le morti sono dovute ad omicidi, mentre il resto sono morti per cause accidentali o per interventi delle forze dell'ordine. Per ogni morto, ha evidenziato un'elaborazione dei dati fatta dall'associazione contro le armi EveryTown, ci sono due feriti gravi, e le persone di colore hanno una probabilità 14 volte più alta di quelle bianche di essere ferite o uccise da un colpo di arma da fuoco.

3 MILIONI DI PERSONE GIRANO ARMATE OGNI GIORNO. «In generale i tassi sono maggiori nei mesi centrali e alla fine dell'anno mentre gli omicidi sono più comuni d'estate». Stragi come quella in Texas potrebbero riaprire il dibattito, serrato negli Usa, sul possesso di armi. Secondo una ricerca pubblicata dall'American Journal of Public Health, nel paese ci sono tre milioni di persone che vanno in giro ogni giorno con un'arma carica, e nove milioni che lo fanno su base mensile. Secondo diversi studi inoltre, negli Stati che hanno una legislazione più restrittiva sul possesso delle armi i tassi di omicidi e di incidenti che le coinvolgono sono più bassi.

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