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Guerra in Siria

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11 Novembre Nov 2017 2019 11 novembre 2017

Accordo sulla Siria: cosa prevede l'intesa tra Trump e Putin

Il presidente russo e quello americano hanno concordato sulla soluzione diplomatica. Dal negoziatio Onu fino alle elezioni. I punti della road map.

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L'intesa non è ancora stesa nei dettagli, ma l'incontro tra Trump e Putin, seppure ridotto a una stretta di mano, ha suggellato un'importante intesa politica sulla Siria.
L'accordo è contenuto in una corposa dichiarazione congiunta a cui gli sherpa americani e russi hanno lavorato l'intera notte, e resa pubblica di primo mattino dopo che il testo è stato 'vidimato' dal ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov e dal segretario di Stato americano Rex Tillerson, entrambi nella città vietnamita di De Nang per il vertice Asia-Pacifico.

ROAD MAP PER VIA DIPLOMATICA. Il documento - che in molti sperano imprima una svolta alla drammatica situazione siriana - parte dalla conferma dell'impegno comune per portare a termine la lotta contro l'Isis e da una dichiarazione di principio: la crisi non si risolve militarmente, ma perseguendo la via diplomatica. E garantendo la sovranità, l'indipendenza e l'integrità territoriale del Paese. Poi la road map per delineare le tappe attraverso le quali costruire il futuro della Siria.

RIFORMA COSTITUZIONALE E ELEZIONI. Qui la grande novità, spiegano gli esperti: il ritorno al 'processo di pace di Ginevra', che prevede un negoziato tra tutte le parti in causa sotto l'egida dell'Onu, con il duplice obiettivo di varare una riforma costituzionale e istituzionale e di indire delle elezioni libere, sotto la stretta vigilanza degli osservatori delle Nazioni Unite. In America tale percorso viene letto come un successo per Trump, che avrebbe convinto Putin a mettere da parte il piano alternativo presentato a suo tempo da Mosca, il cosiddetto 'processo di Astana'.

ASSAD ACCETTEREBBE NEGOZIATO ONU. Dal canto suo, il leader del Cremlino avrebbe il merito di aver convinto Bashar al Assad ad accettare il tavolo negoziale coordinato dall'inviato speciale dell'Onu Staffan De Mistura. Russia e Usa chiedono quindi proprio al Palazzo di Vetro di incrementare gli sforzi per far giungere più aiuti umanitari nel Paese mediorientale martoriato da anni di guerra civile, confermando l'importanza delle zone di 'de-escalation' come misura provvisoria per ridurre la violenza e per favorire una soluzione della crisi. Resta da vedere come Washington e Mosca riusciranno a collaborare sul terreno evitando incidenti, visto che la Russia appoggia Assad contro i gruppi di ribelli filo-Usa. E tutta da giocare sarà la partita sul futuro del dittatore di Damasco.

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