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13 Novembre Nov 2017 0806 13 novembre 2017

Terremoto al confine Iraq-Iran, cosa sappiamo

Un violento sisma è stato registrato nel Kurdistan iracheno. Almeno 530 morti e 7.370 feriti.  Si cercano centinaia di dispersi.

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L'agenzia semi-ufficiale iraniana Tasnim ha reso noto che il bilancio dei morti del sisma di magnitudo 7.3 che ha colpito l'Iran e l'Iraq è di 445, mentre i feriti sono 7.370. Gli ultimi bilanci ufficiali parlano invece di 407 morti, per la maggior parte in Iran. Oltre la metà delle vittime si registrano nella città di Sarpol-e Zahab, a maggioranza curda, nella provincia di Kermanshah. L'unico ospedale presente in città è stato danneggiato dal terremoto.

1. Scossa del 7.3: avvertita da Israele al Pakistan

La scossa è stata così violenta da essere avvertita in tutta la regione, da Israele fino al Pakistan, passando per la Turchia, gli Emirati Arabi Uniti, il Kuwait, il Libano. Subito dopo la scossa, i social network di tutti questi Paesi sono stati invasi da video con scene di panico, con la gente che si è riversata nelle strade in preda al terrore. L'Unità di crisi della Farnesina si è attivata per verificare l'eventuale presenza di italiani nell'area. Su Twitter si «ricorda il numero della sala operativa dell'Unità di crisi, attiva h24: +390636225», per raccogliere segnalazioni e richieste di assistenza da parte di eventuali connazionali coinvolti.

DISTRUTTI DIVERSI MONUMENTI STORICI. Al sisma di magnitudo 7.3 hanno fatto seguito 135 scosse di assestamento. Nella regione ci sono 526 villaggi, i soccorritori stanno monitorando l'area per valutare eventuali altri danni e vittime. Cinque monumenti storici a Qasr-e Shirin, Dalahu e Sarpol Zahabh, tutti nella provincia di Kermanshah, sono stati distrutti.

SCONTRO TRA LA PLACCA ARABA E ASIATICA. A scatenare il sisma è stata generata dalla collisione fra la placca araba e quella asiatica. «Le due placche continentali si avvicinano alla velocità compresa fra 1,5 e 2 centimetri l'anno, pari a 1,5 e 2 metri al secolo», ha detto il presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Carlo Doglioni. «Questa velocità», ha spiegato, «comporta un progressivo accumulo di energia, che viene poi rilasciata nella parte superiore della crosta terrestre». Per avere un termine di confronto, basti pensare che in Italia il ritmo di avvicinamento delle placche è compreso fra 2 e 5-6 centimetri l'anno e che in Giappone è decisamente più elevata, compresa fra 8 e 9 centimetri l'anno, ossia fra 8 e 9 metri al secolo.

2. Un bilancio destinato a salire: oltre 500 morti in Iran

Secondo le prime informazioni da Tehran il bilancio sarebbe per il momento di 530 morti, nella maggior parte registrati nella provincia di Kermanshah riferiscono i media locali citando fonti ospedaliere. Nel tempo è cresciuto anche il numero dei feriti che dovrebbero essere più di 7.370. La cittadina più colpita è quella di Sarpol-e Zahab. Le prima immagini dalle zone devastate mostrano interi edifici sbriciolati dalla potente scossa. Le vittime in Iraq sono stimate a 11. Particolarmente difficile la situazione a Darbandikhan, dove l'ospedale è stato severamente danneggiato ed è ancora senza corrente elettrica. In Iran, la gran parte dei feriti è stata trasportata a Teheran e altre città vicine con ambulanze, elicotteri e aerei dotati di attrezzature mediche. Il presidente Hassan Rouhani visiterà la regione in giornata.

3. Gli effetti: centinaia di persone intrappolate tra Iraq e Iran

Quattordici le province iraniane colpite dal sisma. La corrente elettrica è saltata nelle città di Mehran e Ilam, nell'ovest dell'Iran, 35 le squadre di soccorritori al lavoro. Tra le cittadine più colpite quella di Ghasr-e Shirin, appena al di là del confine con l'Iraq, dove si sono registrate le prime vittime. «Alcuni feriti potrebbero essere intrappolati sotto le macerie a Ghasr-e Shirin», ha avvertito il capo dell'organizzazione iraniana per la gestione dei disastri, Esmail Najar. «Oltre 200 persone» sono intrappolate sotto le macerie di un complesso residenziale a Sarpol Zahab, la città iraniana più colpita dal sisma.

A RILENTO LA CONTA IN IRAQ. In Iraq si contano invece almeno quattro vittime a Darbandikhan, nella provincia di Sulaymaniyya, riferisce la tv curdo-irachena Rudaw, secondo cui, poco prima del sisma, la stessa zona era stata colpita da una prima scossa di magnitudo 4.5. Decine di feriti sono stati trasportati negli ospedali della provincia, altri sono stati soccorsi in quello di Erbil, il capoluogo del Kurdistan iracheno. «Non ci sono notizie precise a causa nel numero crescente di feriti. Alcune case sono crollate, non sappiamo se vi fossero persone all'interno», ha detto il sindaco di Darbandikhan, Nasih Mala Hassan. Con un appello diffuso dalla televisione di Stato, l'Ente meteorologico dell'Iraq ha invitato la popolazione a non rientrare nelle case e a stare lontani dagli edifici.

KHAMENEI: «SALVARE TUTTI GLI INTRAPPOLATI». «L'obiettivo dei responsabili ora è quello di accelerare gli aiuti e di soccorrere le persone rimaste intrappolate sotto le macerie», ha detto la Guida suprema iraniana Seyyed Ali Khamenei, citato dall'Irna, in un messaggio al Paese. L'ayatollah ha chiesto a Esercito e Pasdaran di intervenire nelle aree colpite dal sisma. Il ministro dell'Interno, Abdolreza Rahmani Fazli, ha riferito che sono stati allestiti ospedali da campo e di temere per le aree rurali «dove si prevedono altre vittime».

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