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14 Novembre Nov 2017 1242 14 novembre 2017

Scambio di informazioni con Wikileaks: bufera su Trump Jr

Il primogenito del presidente Usa è stato in contatto dal settembre 2016 all'estate 2017 con la piattaforma online, accusata dall'intelligence americana di aiutare il Cremlino a diffondere notizie anti-Clinton.

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È bufera su Donald Trump Jr per i contatti e gli scambi di messaggi con Wikileaks durante la campagna elettorale. L'indiscrezione riportata dal magazine The Atlantic è confermata dal figlio maggiore del presidente che, su Twitter, ha pubblicato tutti gli scambi e attaccato velatamente chi in Congresso ha fatto uscire i documenti riservati. I democratici chiedono spiegazioni e puntano a sentire direttamente Trump Jr su Wikileaks nell'ambito delle indagini sul Russiagate.

PIÙ SCAMBI DI MESSAGGI. La piattaforma online per le rivelazioni segrete ha più volte contattato Trump Jr durante la campagna elettorale, e il figlio del presidente americano ha risposto in alcune occasioni. Una volta Trump Jr ha twittato un link con alcune email dopo che Wikileaks gli aveva chiesto di farlo. Un'altra volta Wikileaks ha scritto di essere contenta di essere nominata da Donald Trump durante la campagna: pochi minuti dopo il presidente aveva twittato sull'organizzazione di Julian Assange.

I messaggi scatenano l'attacco dei democratici. Ma il legale di Trump Jr si dice sicuro: «Possiamo dire in piena fiducia che non siamo preoccupati da questi documenti e dalle domande che possono suscitare, alle quali sono già state date risposte nelle sedi appropriate». Il vice presidente Mike Pence si dice all'oscuro dei contatti fra Trump Jr e Wikileaks.

UN PROCURATORE SPECIALE PER LA CLINTON? Intanto il Dipartimento di Giustizia guidato da Jeff Sessions valuta la nomina di un secondo procuratore speciale oltre a Robert Mueller per indagare su temi che preoccupano i repubblicani, incluse eventuali violazioni della Fondazione Clinton e la vendita di una società di uranio alla Russia nel 2010, quando Hillary Clinton era segretario di Stato. Sessions ha chiesto ad alcuni procuratori del Dipartimento di iniziare a indagare: «Riporteranno direttamente al ministro della Giustizia e al suo vice, raccomanderanno se aprire nuove inchieste, e se ci siano temi che meritano un procuratore speciale» afferma Stephen Boyd, assistente di Sessions, rispondendo al presidente della Commissione Giudiziaria della Camera, Robert Goodlatte, che da tempo chiede indagini sulla questione.

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