Robert Mugabe
14 Novembre Nov 2017 1512 14 novembre 2017

Zimbabwe, tank e soldati entrano nella capitale: cosa sappiamo

Due giorni dopo il presidente Robert Mugabe è ricomparso in pubblico. Tre giorni prima il golpe soft con l'esercito per le strade e la fuga della moglie Grace in Namibia.

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Dopo giorni di incertezza Robert Mugabe è ricomparso in pubblico. L'ultranovantenne presidente è ricomparso a una cerimonia per il conferimento di lauree all'ateneo "Zimbabwe Open University" nella periferia di Harare, la capitale dello Zimbabwe. Vestito con copricapo e veste accademici, Mugabe ha camminato lentamente su un tappeto rosso assieme ad altre personalità verso un palco mentre una banda suonava. Al suo ingresso in un tendone alcune migliaia di studenti e ospiti si sono alzati in piedi. Dal palco il presidente si è unito al coro dei presenti che ha intonato l'inno nazionale e ha annunciato l'apertura della cerimonia tra gli applausi della folla.

COLPO DI STATO IL 14 NOVEMBRE. Il 14 novembre scorso il paese è stato coinvolto in un golpe a tutti gli effetti. Soldati e carri armati sono entrati nella capitale Harare, e i militari hanno preso il controllo della tivù pubblica e dei ministeri. Un generale di alto grado ha assicurato alla nazione che «questo non è un golpe militare». Il presidente Mugabe è stato preso in custodia armata, tenuto «al sicuro» in casa.

INCONTRO TRA MUGABE E LE FORZE ARMATE. Qualche ora dopo i primi movimenti dei tank il presidente, al potere da 37 anni, aveva in una telefonata al suo omologo sudafricano, Jacob Zuma. Zuma di stare bene ma di essere confinato in casa. Il 16 però Mugabe ha incontrato ad Harare il capo delle forze armate del paese dell'Africa australe Constantino Chiwenga. La notizia è stata riportata dal sito del quotidiano filo-governativo Herald che ha precisato come all'incontro hanno partecipato anche il ministro della Difesa sudafricano, Nosiviwe Mapisa-Nqakula, quello dello Zimbabwe, Sydney Sekeramayi, e il ministro della Sicurezza dello Stato, Kembo Mohadi.

LA MOGLIE GRACE IN NAMIBIA. Grace Mugabe, indicata dal marito come successore, avrebbe lasciato il Paese per la Namibia. Lo ha detto un parlamentare del partito di opposizione Mdc in Zimbabwe, Eddie Cross, alla Bbc, aggiungendo di ritenere che alla donna sia stato concesso di lasciare il Paese la scorsa notte dall'esercito.

1. L'intervento dell'esercito

Il 14 novembre media locali hanno segnalato tank e soldati attorno a punti strategici del centro di Harare, la capitale dello Stato dell'Africa australe, come la tv di Stato e la residenza del presidente, la "casa blu". L'agenzia Bloomberg ha contato cinque blindati, notando che la situazione in città è generalmente calma. Almeno tre esplosioni sono state udite nelle prime ore del 15 novembre, ma secondo i militari si sarebbe trattato soltanto della resistenza di alcuni funzionari all'arresto. Non si sono segnalate sommosse popolari. Davanti alle banche di Harare si stanno formando molte code e su Twitter è apparsa una foto che attesta come su un cartello stradale per l'"aeroporto internazionale" di Harare sia stato coperto il nome "Robert Mugabe", apposto solo una settimana fa in una tardiva forma di culto della personalità.

2. L'esercito contro l'epurazione del vice-presidente

A far capire che la situazione stava degenerando era stata la conferenza stampa fatta il 13 novembre dal capo delle Forze armate, Constantino Chiwenga, che aveva intimato a Mugabe di fermare l'epurazione che ha portato alla fuga all'estero di un potenziale successore, il vicepresidente Emmerson Mnangagwa. «Quando di tratta di proteggere la nostra rivoluzione, l'esercito non esiterà a intervenire», aveva messo in guardia il generale riferendosi alla sorte di Mnangagwa che dopo 50 anni passati al fianco di Mugabe era stato silurato la settimana scorsa con l'accusa di tramare contro il capo di Stato.

3. Un golpe contro la successione a Grace

Il partito di Mugabe, il più anziano capo di Stato al mondo, ha definito «tradimento» le dichiarazioni del generale Chiwenga, le cui posizioni sono «chiaramente volte a minare la pace e la stabilità della Nazione e tese a incitare all'insurrezione». A far scattare l'intervento dei militari è stata l'ipotesi che a succedere al presidente sarebbe stata la moglie Grace, 41 anni più giovane di lui. Il capo dello Stato non aveva infatti fatto intuire altri potenziali eredi dopo aver silurato il vicepresidente Mnangagwa. La stessa Grace sarebbe scappata nella notte tra il 14 e il 15 in Namibia con il lasciapassare dell'esercito.

4. Giallo su twitter: falsi i tweet del partito di Mugabe e di Mnangagwa

Nel corso della giornata sono circolati molto alcuni tweet ricollegati al partito di governo Zanu-Pf e al vicepresidente Mnangagwa. Successivamente si è scoperto che quei cinguettii sono falsi o almeno non ufficiali. Il primo, @zanu_pf, era stato utilizzato come fonte anche dalla Bbc che però, con un proprio tweet, scusandosi ha ammesso che era stato «erroneamente descritto» come ufficiale (sebbene si presenti tutt'ora come «unico braccio ufficiale» del partito). L'account @ED_Mnangagwa è stato invece proprio oscurato ("sospeso") in giornata da Twitter con una procedura che scatta tra l'altro in caso di «chiara contraffazione».

5. La visita del capo dell'esercito in Cina

Il viaggio a Pechino della scorsa settimana del capo dei militari dello Zimbabwe, Chiwenga, è avvenuto nell'ambito dei «normali scambi militari»: lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri, Geng Shuang, dopo la presa del potere dei militari nel Paese africano. Venerdì Chiwenga vide il ministro della Difesa, Chang Wanquan, che auspicò la promozione delle relazioni bilaterale, secondo una nota della Difesa. Negli ultimi anni la Cina ha puntato molto sugli investimenti nel continente africano, attraverso la costruzione di infrastrutture e di reti di commercio sempre più sviluppate.

6. Farnesina: «Massima cautela»

La Farnesina «segue gli sviluppi in stretto raccordo con l'ambasciata d'Italia ad Harare»: scrive il ministero degli Esteri in un tweet. Sul sito viaggiaresicuri.it il ministero scrive inoltre che nel Paese si registra «un contesto politico in evoluzione. Si raccomanda massima cautela, di evitare qualsiasi assembramento e di limitare gli spostamenti, in particolare nella capitale, seguendo l'evoluzione attraverso i media». L'ambasciata degli Stati Uniti in Zimbabwe sta incoraggiando i cittadini americani a «rimanere al riparo», tra le crescenti turbolenze sociali nel Paese e con la comparsa di truppe militari nella capitale Harare. Poco prima la sede diplomatica Usa aveva annunciato che oggi rimarrà chiusa a causa «dell'incertezza politica in corso nella notte». Dopo quella degli Stati Uniti, anche l'ambasciata del Regno Unito in Zimbabwe sta avvertendo i suoi cittadini a rimanere in casa «fino a quando la situazione diventi più chiara».

Articolo aggiornato alle 15:50 del 17 novembre.

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