Kenya: bimbo ucciso da proiettile agenti
28 Novembre Nov 2017 1809 28 novembre 2017

Kenya, il presidente Kenyatta ha giurato

Il capo dello Stato inizia il secondo mandato. Ma in strada continuano le proteste: un bambino ucciso da un proiettile vagante esploso dalla polizia. Tre vittime in tutto.

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Il presidente kenyano Uhuru Kenyatta ha prestato giuramento insediandosi per un secondo mandato alla guida del grande paese dell'Africa orientale. Le immagini trasmesse dal sito Ktn News dallo stadio di Kasarni, a Nairobi, hanno mostrato la cerimonia fra grida di giubilo della folla e salve di cannone. La conferma era stata resa possibile dopo che una settimana fa la Corte suprema del Kenya aveva respinto i due ultimi ricorsi presentati contro il risultato dell'elezione presidenziale del mese scorso. Finisce dunque, almeno a livello istituzionale, la peggiore crisi politica dell'ultimo decennio in Kenya, la più forte economia dell'Africa orientale.

Un bambino di sette anni è rimasto ucciso da un proiettile vagante esploso durante i tafferugli tra manifestanti d'opposizione e polizia a Nairobi. Lo scrive Standard Digital, il sito del maggiore quotidiano keniano, citando «un testimone oculare». Il piccolo è rimasto ucciso mentre giocava con altri bambini sul balcone di un appartamento, precisa il sito. La polizia stava respingendo i manifestanti con lacrimogeni e spari in aria nei pressi della zona dei "Jacaranda Grounds".

BILANCIO DI TRE MORTI. Altre due persone sono rimaste uccise a colpi di arma da fuoco e una terza ferita. Lo riferisce il sito del quotidiano keniano The Star. Le uccisioni sono avvenute a Soweto, precisa il sito riferendosi a una baraccopoli orientale della capitale keniana. Il ferito ha riportato un «profondo taglio alla testa». Militanti dell'opposizione avrebbero voluto tenere una cerimonia funebre in memoria delle persone uccise nelle proteste seguite alle elezioni presidenziali dell'8 agosto e alla loro ripetizione del 26 entrambe, vinte da Uhuru Kenyatta. La polizia di Nairobi aveva però messo in guardia da raduni ai Jacaranda Grounds, dove era stata indetta la manifestazione, segnala The Star riferendo della testimonianza di un abitante della zona: «La polizia è ovunque e la gente brucia copertoni».

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