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29 Novembre Nov 2017 0825 29 novembre 2017

Corea del Nord, il nuovo missile può colpire tutto il territorio Usa

Pyongyang ha testato il vettore balistico intercontinentale Hwasong-15, che può raggiungere persino New York e montare una grossa testata nucleare. Trump: «Ce ne occuperemo».

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La Corea del Nord ha un nuovo missile balistico intercontinentale capace di «colpire tutto il territorio» degli Stati Uniti, dalle Hawaii a New York, montando una «testata nucleare ultra larga». Si tratta del missile Hwasong-15, testato nella notte tra il 28 e il 29 novembre, in grado di coprire una distanza di «950 km» e di raggiungere un'altitudine di «4.475 km»: risultati considerati tra i più importanti mai raggiunti in campo militare dal regime di Pyongyang.

ROTTA LA "TREGUA" CHE DURAVA DA 75 GIORNI. L'annuncio del «successo storico», al termine di un'operazione che si è svolta alla presenza del leader Kim Jong-un, è stato fatto dai media della Corea del Nord alle 12 ora locale, le 4:30 del 29 novembre in Italia, con tanto di scheda tecnica e di ufficializzazione della posizione di «Stato nucleare». Rompendo una "tregua" che durava da 75 giorni, il vettore è partito dalle vicinanze di Pyongsong, provincia a Sud di Pyongyang, intorno alle 3.17 ed è caduto dopo 53 minuti a circa 250 km dalle coste del Giappone, all'interno della Zona economica esclusiva di Tokyo.

TRUMP VUOLE AUMENTARE LA PRESSIONE SUL REGIME. Il presidente Usa Donald Trump ha assicurato che Washington «si occuperà» della nuova minaccia, mentre Corea del Sud e Giappone hanno ribadito il carattere inaccettabile dell'ultimo test del Nord. Trump, con l'omologo sudcoreano Moon Jae-in e il premier nipponico Shinzo Abe, ha dichiarato di voler restare accanto agli alleati aumentando la pressione sul regime di Kim, a poche ore alla riunione d'emergenza del Consiglio di Sicurezza dell'Onu in programma a New York.

SI APRONO SCENARI INCERTI. La risposta al ritorno di Pyongyang dopo nove anni nella lista nera degli Stati sponsor del terrorismo, deciso dagli Usa una settimana fa, è dunque questa: tra potenze nucleari un eventuale negoziato, se matureranno le condizioni, non potrà che essere alla pari. Retorica a parte, l'ipotesi dell'intelligence di Seul e il naufragio delle aspettative sul lavoro diplomatico della Cina verso l'imprevedibile vicino, i giudizi del segretario americano alla Difesa Jim Mattis sono quelli che aprono gli scenari più incerti. Il missile «è andato più in alto, francamente, più di ogni antro lancio finora da loro fatto», ha detto il capo del Pentagono alla Casa Bianca, «è uno sforzo di ricerca e sviluppo da parte loro per continuare a costruire missili balistici che possono minacciare qualsiasi parte nel mondo».

SEUL NON ESCLUDE UN NUOVO TEST ATOMICO. L'intelligence sudcoreana, inoltre, non esclude la possibilità che la Corea del Nord effettui a stretto giro il settimo test nucleare della sua storia. I vertici dei servizi segreti, nel corso di un'audizione al parlamento di Seul, hanno detto che il test notturno ha avuto lo scopo di mostrare le nuove capacità raggiunte dal regime, rimarcare il disappunto verso le sanzioni decise dalla Cina e compattare il popolo all'interno.

LA CONDANNA DELLA CINA. Proprio da Pechino è arrivata una delle prime reazioni al nuovo test. La Cina ha espresso «grave preoccupazione e opposizione», ribadendo il proprio impegno «alla pace e alla stabilità nella penisola». Ed è sempre alla Cina che si è rivolto il presidente americano Donald Trump: «Pechino deve usare tutte le leve a sua disposizione per convincere la Corea del Nord a porre fine alle sue provocazioni e a tornare sulla strada della denuclearizzazione». La Casa Bianca ha poi ribadito «la determinazione degli Usa nel difendere se stessi e i propri alleati dalla crescente minaccia rappresentata dal regime di Pyongyang».

XI HA TELEFONATO A TRUMP. Immediata la risposta del presidente cinese Xi Jinping, che ha telefonato a Donald Trump: «La Cina è pronta a unirsi agli Usa per spingere verso una soluzione alla questione nucleare della penisola coreana con mezzi pacifici. La denuclearizzazione della penisola è un obiettivo incrollabile di Pechino», ha assicurato Xi.

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