Praljak
29 Novembre Nov 2017 1241 29 novembre 2017

Crimini di guerra nell'ex Jugoslavia, condannato si avvelena in tribunale

Come Göring, Slobodan Praljak, comandante durante il conflitto dei Balcani, si toglie la vita dopo la lettura della sentenza. La morte in un ospedale all'Aja.

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È morto in un ospedale dell'Aja dopo avere ingerito del veleno alla lettura della sentenza che confermava in Appello la sua condanna a 20 anni di carcere. L'autore del gesto è Slobodan Praljak, ex comandante delle forze croato-bosniache nella guerra dei Balcani. I giudici del tribunale per i crimini di guerra delle Nazioni unite avevano sospeso l'udienza dopo che l'uomo aveva bevuto del liquido da una bottiglietta sostenendo che contenesse veleno.

Prima di bere il veleno, il generale croato ha detto «Slobodan Praljak non è un criminale di guerra e con sdegno respingo la sentenza» del Tpi. Nel frattempo è ripresa la lettura delle sentenze in appello dei tre rimanenti croati bosniaci per i quali sono state quasi per intero confermate le condanne di colpevolezza espresse in primo grado nel 2013. I giudici non hanno menzionato il gesto di Praljak, ma è solo stato detto che alle autorità olandesi è stata richiesta un'inchiesta sull'accaduto. La presidente della Croazia, Kolinda Grabar Kitarovic, ha interrotto una visita in Islanda ed è in viaggio per Zagabria. Il premier Andrej Plenkovic si rivolgerà alla nazione nel tardo pomeriggio.

CONDANNA ANCHE IN PRIMO GRADO. Praljak, condannato a 20 anni anche in primo grado, era una delle figure più in vista del processo per due motivi. Il primo è il ruolo da intermediario svolto tra il governo di Zagabria e quello della Bosnia-Erzegovina, svolgendo la duplice funzione di ufficiale del ministero della Difesa croato e, allo stesso tempo, comandante dellesercito bosniaco

RESPONSABILE DELLA DISTRUZIONE DEL PONTE DI MOSTAR. Il secondo motivo è che Praljak, proprio in quanto capo delle operazioni del Hvo nella zona di Mostar, è stato riconosciuto nella sentenza come il principale responsabile della distruzione del Ponte vecchio, lo Stari Most simbolo plurisecolare della città di Mostar e della sua convivenza tra culture.

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