Kim Jong Un

Minaccia nordcoreana

Kim
FRONTIERE
30 Novembre Nov 2017 1631 30 novembre 2017

Il vero pericolo per la pace non è la Corea del Nord, ma la Cina

L'atteggiamento di Pechino è più preoccupante delle sparate di Kim. Potrebbe fermarlo e invece ne cavalca la lucida follia, lasciando intravedere all'orizzonte una svolta aggressiva.

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Ogni volta che un missile nordcoreano che si leva in volo, che Kim Jong-un fa esplodere una bomba atomica, è sempre più chiaro che il pericolo non viene da Pyongyang, ma da Pechino, che il vero rischio per la pace è la Cina di Xi Jinping. Il dittatore nordcoreano può infatti pronunciare le sue minacce solo e unicamente grazie alla sottile e pericolosissima regia e copertura politica di Pechino. «Siamo una potenza nucleare, ora possiamo colpire tutte le città degli Usa», così minaccia Kim Jong-un e Xi Jinping lo lascia fare. Anzi, c’è ormai il fondato sospetto che lo inciti a provocare. In due mesi, infatti, se Pechino lo decidesse, il regime nordcoreano sarebbe sull’orlo della distruzione: tutta l’economia di Pyongyang non ha autonomia che per poche settimane senza il determinante interscambio cinese che si limita ad applicare le sanzioni Onu solo sui beni indicati.

VERSO UNA POLITICA DI AGGRESSIONE. Xi Jinping si guarda però bene dal piegare Kim Jong-un, a imporgli uno stop brusco alle sue provocazioni, si limita ad auspicare vaghe “trattative” e palesemente gioisce della politica di usura della pace nella regione che la Corea del Nord sviluppa. Questa strategia cinese di piena copertura all’aggressività nordcoreana è ben più pericolosa e preoccupante in prospettiva delle sparate del dittatore di Pyongyang. Essa fa intravedere infatti un lento accumulo di forze – evidentissimo nell’occupazione militare delle isole dell’oceano dalla sovranità per nulla cinese - per poter sviluppare un domani una politica cinese di aggressione in tutto l’Estremo Oriente. È questo il vero pericolo, che Barack Obama al solito non ha saputo vedere e di fronte al quale i pasticci della demenziale politica estera di Donald Trump altro non fanno se non segnalare il preoccupante declino (non di forze politiche e militari, ma di strategia) degli Stati Uniti. Si stanno accumulando insomma, anche se con lentezza, tensioni e strategie cinesi aggressive che fanno vedere non lontana una nuova “Guerra fredda”, tra le democrazie occidentali e la Cina. Uno scenario preoccupante.

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