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POLEMICA
30 Novembre Nov 2017 0825 30 novembre 2017

Giro d'Italia, Israele minaccia il ritiro: «Sbagliata la definizione di Gerusalemme»

Lo Stato ebraico, da dove è prevista la partenza della corsa, protesta ufficialmente contro gli organizzatori: «Non esiste Est e Ovest, la città santa è la nostra capitale».

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Il finanziamento israeliano alle tre tappe del Giro d'Italia in Israele rischiava di essere annullato (leggi come si è risolta la vicenda). In un comunicato congiunto i ministri Miri Regev (sport e cultura) e Yariv Levin (turismo) avvertono che «nella misura in cui nel sito del Giro non sarà cambiata la definizione che qualifica come punto di partenza 'West Jerusalem', il governo israeliano non parteciperà alla iniziativa». «Gerusalemme», precisano, «è la capitale di Israele: non vi sono Est e Ovest». «Gerusalemme è una città unita. Quelle pubblicazioni», aggiungono Regev e Levin, riferendosi alla definizione di 'West Jerusalem', «sono una infrazione delle intese col governo israeliano. Se ciò non sarà cambiato Israele non parteciperà all'evento».

«POTREBBE ESSERE ANNULLATO». Secondo il quotidiano filo-governativo Israel ha-Yom della questione si è interessato - oltre ai ministero dello sport e del turismo - anche il ministero per le questioni strategiche. Il giornale precisa che quei ministeri sono giunti alla conclusione che «si tratta di pressioni di elementi filo-palestinesi, che vorrebbero sottolineare che Gerusalemme Est non fa parte di Israele. Il Giro in Israele potrebbe essere annullato».

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