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Diritti umani
30 Novembre Nov 2017 1626 30 novembre 2017

Migranti, Unione Africana: 400-700 mila in campi Libia

Secondo il presidente della Commissione dell'Unione africana Moussa Faki Mahamat in Libia ci sono tra i 400 e i 700mila i migranti che vivono nei campi.

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Evacuare, in fretta, i migranti intrappolati nell'inferno dei campi in Libia, a partire dai 3.800 dell'Africa occidentale, compresi donne e bambini, che si trovano in condizioni «disumane» in un campo a Tripoli. «Tutti vogliono andarsene il più presto possibile». Il centro è stato visitato di recente da una rappresentante dell'Unione africana (Ua), spiega il presidente Moussa Faki Mahamat, al termine del vertice Ue-Ua, ad Abidjan, ma è solo uno dei tanti.

700 MIGRANTI NEI CAMPI. «Il governo libico ci ha detto che ce ne sono 42, ma sicuramente sono di più, dato che si parla di 400-700mila migranti africani» nel Paese, ha avvertito. Un dato che trova riscontro in quello dell' Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), che parla di 423.000 migranti identificati, soprattutto africani. Il lavoro da fare è enorme e il tempo stringe. La neonata Task force Ue-Ua-Onu deve rimboccarsi le maniche per svuotare i campi, a partire da quello della capitale. Per questo è urgente che i Paesi dell'Unione mettano le mani al portafogli «contribuendo al Fondo fiduciario per l'Africa», come è tornato a sollecitare il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk.

Il ruolo principale dei 28 nell'ambito della Task Force, che ad Abidjan ha avuto il suo battesimo politico, e si sta rapidamente organizzando sul piano operativo, è infatti quello di sostegno economico per i rimpatri volontari, oltre al finanziamento di programmi di supporto per i migranti al rientro nei loro Paesi di origine, e al pressing diplomatico presso le autorità libiche affinché permettano l'accesso ai campi. Ma il Trust fund langue e i governi fanno orecchie da mercante. A fronte dei 2,9 miliardi di euro del budget europeo destinate da Bruxelles al fondo, le capitali hanno offerto solo 260,5 milioni, versandone 199: di questi, 102 sono arrivati da Roma, di gran lunga primo contributore. Berlino, seconda per generosità, si è impegnata per 54 milioni, versandone 33. E Parigi, con Emmanuel Macron che ha cercato di avocare a sé l'iniziativa di Abidjan, dei 9 milioni promessi, ne ha sborsati solo tre. Un nuovo punto della situazione ci sarà comunque tra due settimane, al vertice dei leader Ue del 14 e 15 dicembre.

Nel frattempo la speranza della Task force è di accelerare le evacuazioni dai campi sforando i 15mila rimpatri volontari auspicati dall'Oim per il 2017. Da inizio anno "sono già 13mila le persone assistite con i rientri dalla Libia verso i Paesi di origine - evidenzia l'Alto rappresentante europeo Federica Mogherini -. Ora contiamo sugli amici africani per unire le forze per salvare vite e combattere contro i network criminali". La commissione dell'Ua ha tra l'altro deciso di aprire un' inchiesta sul fenomeno delle aste degli schiavi, e una collaborazione rafforzata con i Paesi europei per la lotta ai trafficanti, "spesso contigui ai terroristi", come ha sottolineato Macron, che dalla Costa d'Avorio ha annunciato "una scuola regionale per la lotta al terrorismo"

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