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1 Dicembre Dic 2017 0939 01 dicembre 2017

Dopo l'aragosta brandizzata Pepsi aspettiamo le ostriche Toyota e le seppie Nike

Sono le nuove specie create dall’inesauribile fantasia della natura coadiuvata dall’inquinamento mutageno e dai rifiuti che stanno creando immensi arcipelaghi nel bel mezzo degli oceani.

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Chi vive in un ananas in fondo al mare? Facile: SpongeBob dai calzoncini quadrati e il suo amico Patrick, la stella marina più scansafatiche degli oceani, insieme al petulante calamaro Squiddi Tentacolo, all’avido Mr. Kreb, il granchio proprietario del fast food Krabby Patty, e all’astice con il logo della Pepsi Cola tatuato sulle chele. No, veramente l’astice tatuato non è nel cast di SpongeBob.

UN NAUTICAL NONSENSE IN CARAPACE E POLPA. Probabilmente l’autore del cartoon, il biologo marino Steve Hillenburg, stava lavorando a una new entry fra gli abitanti di Bikini Bottom e il personaggio era ancora a livello di bozzetto. Poi, per errore, lo schizzo dev’essere finito in una stampante 3D, e il risultato è la creatura dal guscio sponsorizzato pescata al largo del Canada, che da spopola sulla Rete. Un «nautical nonsense», come dice la sigla di SpongeBob, che fa sperare i fan: magari la prossima volta, grazie ad altri pescatori fortunati, potranno vedere dal vivo altri eroi del loro cartone preferito, Gary la lumaca marina che fa «miao» o la signora Puff, il pesce-palla che dirige la scuola guida, o magari Pink Floyd, il gambero psichedelico.

Ops, no, il gambero Pink a Bikini Bottom non si è mai visto, l’ha scoperto un’équipe di ricercatori brasiliani al largo di Panama, ma basta vederlo per nominarlo all’istante concittadino onorario della spugna con i calzoni. Così come il verme piatto con la testa a piccozza, la super-razza da 240 chili, la medusa che sembra una zucca di Halloween e altri esseri acquatici creati dall’inesauribile fantasia della natura coadiuvata dall’inquinamento mutageno e dai rifiuti che stanno creando immensi arcipelaghi nel bel mezzo degli oceani, mettendo a rischio centinaia di specie animali ma anche dando un tocco di modernità a qualche crostaceo.

COM'È PROFONDO IL MARKETING, DIREBBE DALLA. Certo che l’aragosta mutante grazie alla quale la Pepsi è stata la bibita più citata del web crea un precedente pericoloso tanto nel branding quanto negli ecosistemi marini: prepariamoci alle ostriche Toyota alle seppie Nike, alla triglia Nestlé, a sogliole coperte di marchi come piloti di Formula 1. Colapesce non sarà più un personaggio delle antiche fiabe siciliane, ma il testimonial di bibite gassate. Com’è profondo il marketing, canterebbe Lucio Dalla.

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