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3 Dicembre Dic 2017 1106 03 dicembre 2017

Usa, Trump si sfila dal patto Onu sui migranti

Gli Stati Uniti si sfilano dall'accordo delle Nazioni Unite per una migrazione sicura, il Global Compact on migration firmato nel settembre 2016. Lo annuncia l'ambasciatrice americana all'Onu, Nikki Haley.

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Gli Stati Uniti si sono sfilati dall'accordo delle Nazioni Unite per una migrazione sicura, il Global Compact on migration firmato nel settembre 2016. Lo ha annunciato l'ambasciatrice americana all'Onu, Nikki Haley, spiegando che la dichiarazione «non è in linea con le politiche per l'immigrazione e i rifugiati americane e con i principi dell'amministrazione Trump». «Le nostre decisioni sull'immigrazione devono essere sempre prese dagli americani e solo dagli americani» ha messo in evidenza Haley.

«La missione americana all'Onu ha informato il segretario generale che gli Stati Uniti mettono fine alla loro partecipazione al Global Compact sulla migrazione» ha detto Haley. L'intesa, chiamata Dichiarazione di New York, contiene «disposizioni che non sono in linea con le politiche americane. Per questo il presidente Trump ha deciso che gli Stati Uniti metteranno fine alla loro partecipazione al processo». «Saremo noi a decidere come meglio controllare i nostri confini e chi sarà autorizzato a entrare nel nostro paese. L'approccio globale della Dichiarazione di New York non è semplicemente compatibile con la sovranità americana».

ONU: «RAMMARICO PER LA DECISIONE USA». L'Onu ha espresso «rammarico» per la decisione degli Usa di sfilarsi dal Global Compact on Migration, e ha sottolineato che le Nazioni Unite non dovrebbero perdere questa occasione «per migliorare le vite di milioni di persone nel mondo», ha affermato il presidente dell'Assemblea generale dell'Onu, Miroslav Lajcak, commentando la decisione americana. «La migrazione è un fenomeno globale che richiede una risposta globale e il multilateralismo resta la strada migliore per affrontare le sfide globali».

Cos'è il "Global Compact", un piano mondiale di aiuto ai migranti

Gli Stati Uniti fanno dietrofront sull'impegno - preso l'anno scorso alle Nazioni Unite dall'Amministrazione Obama - per una migrazione sicura: l'accordo non vincolante raggiunto nel settembre 2016 dovrebbe portare a un Global Compact entro l'anno prossimo. In particolare, il 19 settembre dell'anno scorso è stato adottato al Palazzo di Vetro un documento intitolato 'Dichiarazione di New York su migranti e rifugiati'. Il testo contiene una serie di principi e impegni da parte dei 193 membri dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, che lo hanno sottoscritto all'unanimità, e dovrebbe costituire la base per arrivare alla firma di un trattato vero e proprio entro l'ottobre 2018, un trattato che indichi come affrontare la crisi migratoria.

UN IMPEGNO PER AIUTARE I MIGRANTI. Nella Dichiarazione si afferma la profonda solidarietà nei confronti delle persone costrette ad abbandonare le loro case, ribadendo gli obblighi relativi ai diritti umani dei profughi, così come l'impegno a fornire un sostegno ai Paesi interessati da movimenti migratori su larga scala. Quindi, si ribadisce la necessità di prevedere un'adeguata, sicura e dignitosa accoglienza di migranti e rifugiati, di prestare un'attenzione specifica ai bisogni di donne, bambini e di chi ha bisogno di assistenza sanitaria, l'impegno a mantenere i campi profughi in condizioni dignitose. E ancora a portare avanti la lotta contro lo sfruttamento, il razzismo e la xenofobia. Per quanto riguarda gli impegni specifici, verso i rifugiati c'è quello di un maggiore sostegno ai paesi e alle comunità che ne ospitano il maggior numero, oltre a quello per la promozione dell'istruzione e la creazione di posti di lavoro e accesso al reddito

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