Gerusalemme: morto palestinese ferito

Tensione a Gerusalemme

Hamas resta in lista nera' terrorismo Ue
4 Dicembre Dic 2017 1731 04 dicembre 2017

Gerusalemme capitale di Israele, Hamas minaccia nuova Intifada

L'organizzazione palestinese che controlla la Striscia di Gaza considera l'eventuale spostamento dell'ambasciata «un attacco alla città da parte degli Stati Uniti».

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Hamas minaccia una nuova Intifada se gli Stati Uniti guidati da Donald Trump dovessero riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele o spostare lì la loro ambasciata. Una simile decisione, secondo l'organizzazione palestinese che controlla la Striscia di Gaza, sarebbe infatti considerata come «un attacco alla città da parte degli Stati Uniti». Hamas quindi «mette in guardia da tali sviluppi e fa appello al popolo palestinese» per rilanciare la lotta armata «se queste ingiuste decisioni riguardo Gerusalemme fossero adottate» (leggi anche: Trump pronto a riconoscere Gerusalemme Ovest capitale di Israele).

Toni non meno adirati giungono anche dalla Muqata, il quartier generale dell'Anp a Ramallah, all'interno del quale il presidente Abu Mazen è impegnato in una maratona diplomatica per convincere i dirigenti di Paesi chiave (fra cui Giordania, Egitto, Qatar e Francia) a far opera di convincimento su Trump affinché desista dai suoi progetti. Proprio il 4 dicembre nuove apprensioni si sono create fra i palestinesi, quando il New York Times ha evocato un piano che essi credevano sepolto per sempre: ossia di proporre ai palestinesi di proclamare la propria capitale ad Abu Dis, un rione situato a ridosso di Gerusalemme, in direzione di Gerico.

AL-FATAH SULLA STESSA LINEA. Anche al-Fatah, come Hamas, afferma di vedere la questione di Gerusalemme est come una linea rossa invalicabile per i palestinesi. «Il riconoscimento Usa di Gerusalemme come capitale di Israele - ha avvertito Wassel Abu Yusef, un dirigente di al-Fatah - sarebbe una dichiarazione di guerra". Al fianco della serrata campagna diplomatica - nel corso della quale l'Anp ha anche chiesto il sostegno attivo della Lega araba e dell'Organizzazione di cooperazione islamica (Oci) - si nota già una mobilitazione popolare sul terreno.

MANIFESTAZIONI IN PROGRAMMA IL 5 DICEMBRE. Per mercoledì 5 dicembre gli attivisti politici di al-Fatah e di Hamas hanno avuto istruzione di tenersi pronti a organizzare manifestazioni di protesta, e così pure i quadri del Movimento islamico in Israele. Per giovedì Hamas progetta peraltro di portare in piazza a Gaza decine di migliaia di sostenitori per celebrare il 30esimo anniversario della sua fondazione. Sul web circolano filmati che mostrano miliziani palestinesi mentre imbracciano i fucili e caricature che dileggiano Trump. In una di esse il presidente statunitense è mostrato nel gesto di offrire ad Israele, su un piatto di argento, la moschea al-Aqsa di Gerusalemme, sopra alla testa di un imprecisato dirigente arabo che si inchina ossequioso nei suoi confronti. A Ramallah e a Betlemme, dove sono spuntati i primi addobbi natalizi, più che collera si avverte meraviglia nei confronti degli Stati Uniti.

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