Sahles Merkel
5 Dicembre Dic 2017 1455 05 dicembre 2017

Germania: chi è Nahles, la vice Schulz che studia da cancelliera

Capogruppo dei socialdemocratici in parlamento, guida l'ala a sinistra del partito e contesta su tutto Merkel. Ammessa ai negoziati, punta a indebolirla. Per rottamarla e sostituirla nel 2021. O anche prima.

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Al prossimo colloquio con Angela Merkel per sciogliere la crisi di governo il leader socialdemocratico (Spd) Martin Schulz ha intenzione di farsi accompagnare dalla capogruppo nel neo insediato parlamento e stretta alleata di partito Andrea Nahles, che sta spiccando come partner di punta delle trattative nel ruolo di anti-Merkel. Costretto ai negoziati dal capo dello Stato e compagno di partito Frank-Walter Steinmeier («chi si è reso disponibile non si tiri indietro», è l'ultimo suo richiamo) che non sarà presente al secondo incontro, in data ancora incerta, Schulz aveva di fronte a sé due strade, ma ne ha scelta una. Anche se durante l'imminente e lacerante Congresso del 7, 8 e 9 dicembre 2017 di una Spd mai così spaccata, tutto può ancora succedere e non a caso anche i cristiano-democratici (Csu-Cdu) di Merkel hanno caldeggiato l'entrata nel vivo della trattative dopo la tre giorni della controparte politica.

ALLE TRATTATIVE LA SINISTRA SPD. Schulz avrebbe potuto scegliere di portarsi dietro il vice presidente della Spd della corrente opposta, vicino al vice cancelliere della grande coalizione uscente, Sigmar Gabriel, e ad altri esponenti di punta socialdemocratici, per così dire, miglioristi: il rivale Olaf Scholz, da subito convinto sostenitore di un terzo esecutivo con la cancelliera rieletta orfana di una maggioranza a destra. Invece vuole Nahles, l'ex capo dell'europarlamento ha optato per la linea dura: far partecipare ai colloqui con i cristiano-democratici solo, o prevalentemente, la sua corrente di sinistra che, se non si fosse aperta la grave crisi politica tedesca, aveva in animo di allontanare la Spd dalle politiche neo-liberiste ricostruendo dall'opposizione la base elettorale disastrata dei socialdemocratici. A meno che Schulz non sia fatto fuori durante il Congresso, su queste basi i negoziati per Merkel si fanno difficili.

Braccio destro di Schulz.

GETTY

Cattolica praticante e laureata in scienze politiche, la 47enne Nahles è un osso duro per la cancelliera dalla sua nomina, nell'ultima grande coalizione del 2013, a ministro del Lavoro e delle Politiche sociali. Con la campagna elettorale si è irrigidita ancora di più, tant'è che Schulz l'ha fortemente voluta come suo braccio destro. In capo all'ala più a sinistra della Spd, la leader socialdemocratica è in ascesa di gradimenti nella sezione giovanile del partito, della quale è stata presidente, e tra i suoi elettori 20enni, veementemente contrari alle trattative con la Cdu-Csu. Paradossalmente, è stata proprio Nahles a dover correre a parlare loro dal pulpito, per stemperare i toni ribadendo di essere stati obbligati al passo dall'appello drammatico di Steinmeier. Ma la stessa leader socialdemocratica non fa mistero per spingere, nelle trattative, più per l'appoggio esterno a un governo di minoranza di Merkel che a ennesime larghe intese.

GLI ATTACCHI A MERKEL. Se Merkel, 63 anni e gli ultimi 12 di governo, spera in un passo indietro del coetaneo Schulz al Congresso, Schulz e prima di lui Nahles, già segretaria nazionale della Spd tra il 2009 e il 2013, sperano nelle dimissioni di Merkel, indebolita dall'ala bavarese della Csu, più che mai propensa a rottamarla dopo la scelta del capo della Csu e dal 2008 governatore della Baviera, il 68enne Horst Seehofer, di non ricandidarsi alle Regionali del 2018. Nell'invettiva in parlamento contro il via libera, in sede Ue, al pesticida glifosato da parte del ministro dell'Agricoltura tedesco Christian Schmidt (bavarese della Csu) Nahles non si è fatta mancare un'insinuazione «su quanto potere di controllo la cancelliera eserciti ancora sul governo», e sottinteso anche tra i cristiano-democratici. La capogruppo in parlamento della Spd si muove da leader dell'opposizione dopo essersi dimessa da ministro del governo bipartisan in carica fino alla formazione del nuovo.

Cifra stilistica di Nahles è contrapporsi su tutto a Merkel, anche sui migranti. Favorevole la cancelliera, contraria la vice di Schulz

Andrea Nahles.

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Nata come Schulz nel Nord-Reno Wesfalia, la sua cifra stilistica è porsi su posizioni opposte della cancelliera. Contraria all'austerity e per politiche economiche di crescita anche in Germania, Nahles, separata con una figlia, ha sempre difeso i lavoratori più umili e i ceti più deboli. Tedeschi però, perché se sui migranti Merkel ha stupito l'Europa, e tra gli europei primi fra tutti gli italiani e i greci, aprendo al milione di richiedenti asilo di due anni fa e, nella campagna elettorale del 2017, schierandosi per cambiare il regolamento Ue di Dublino in modo da sgravare i Paesi mediterranei di primo approdo, Nahles è per contenere le quote di lavoratori e sussidiati stranieri. Convinta che con troppi nuovi immigrati aumenterà la disoccupazione e che anche i fondi per loro stanziati finiranno per ridimensionare il budget e le tutele attuali del welfare di base.

ASPIRANTE CANCELLIERA. Alla vigilia del Congresso, l'antagonista di Merkel più ascoltata da Schulz rimane astutamente prudente: promette di evitare un ritorno al voto come chiesto dal capo dello Stato, è scettica sul governo di minoranza e cauta su una grande coalizione, tutte le «opzioni sono sul tavolo» e la «Spd è onorata» del carico di responsabilità e di attenzione dell'Europa. Ma non smette di rimarcare il «calo di autorevolezza della cancelliera», nell'obiettivo di trattare almeno da pari a pari: vendere cara la pelle. Dopo anni di subalternità, i socialdemocratici puntano a controllare il Merkel quater e Nahles a emergere come la cancelliera in pectore del 2021 se non prima. Il suo futuro, e quello di Merkel e dell'ex capo dell'europarlamento, è scritto nell'imminente Congresso del partito che, meno di un anno fa, investì all'unanimità Schulz presidente.

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