Gerusalemme: morto palestinese ferito

Tensione a Gerusalemme

Intifada Pietre
5 Dicembre Dic 2017 1646 05 dicembre 2017

Israele-Palestina, 30 anni fa l'Intifada delle Pietre

L'8 dicembre 1987 un autotreno israeliano travolse un veicolo a Nord di Gaza: quattro manovali palestinesi restarono uccisi, altri sette feriti. Nella Striscia si sparse la voce che l'incidente fosse stato intenzionale.

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La sera dell'8 dicembre 1987 un autotreno israeliano travolse un veicolo a Nord di Gaza. Quattro manovali palestinesi rimasero uccisi, altri sette feriti. Nella Striscia si sparse la voce che l'incidente fosse stato intenzionale. Il giorno successivo, durante i funerali, il campo profughi di Jabalya dove le vittime abitavano insorse e un'ondata di collera popolare travolse le pattuglie israeliane (leggi anche: I numeri delle guerre fra Hamas e Israele).

IL RISCHIO DI UNA NUOVA INTIFADA. Fu l'inizio della prima Intifada (in arabo "sollevazione"), nota anche come Intifada delle Pietre, perché proprio i lanci di pietre da parte dei giovani palestinesi contro i ben armati soldati di Tel Aviv colpirono l'opinione pubblica internazionale. A 30 anni esatti di distanza, se gli Stati Uniti guidati da Donald Trump dovessero davvero riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele o spostare lì la loro ambasciata, l'eventualità di una nuova rivolta, già minacciata da Hamas, rischia seriamente di concretizzarsi (leggi anche: Gerusalemme capitale, Trump sotto assedio).

1. La stretta di mano tra Arafat e Rabin nel 1993

Nel corso della prima Intifada, durata circa sei anni, la repressione sul terreno ebbe il sopravvento (1.600 morti palestinesi, 84 israeliani). Ma i palestinesi riuscirono a portare alla ribalta internazionale, alla Conferenza di pace di Madrid, la lotta contro l'occupazione militare e la richiesta di uno Stato indipendente. Nel 1992 gli israeliani sostituirono Yitzhak Shamir (Likud) con il laburista Yitzhak Rabin, che l'anno successivo, con gli accordi di Oslo confezionati da Shimon Peres, strinse la mano a Yasser Arafat.

2. La nascita di Hamas

Nel 1987 alcuni fattori avevano reso incandescenti i Territori. Il primo: lo scambio di 1150 prigionieri palestinesi con tre soldati israeliani imposto ad Israele da Ahmed Jibril (Fronte popolare) nel 1985. Il loro ritorno nei Territori aveva creato un'atmosfera di euforia accompagnata da una grande radicalizzazione. Fra i liberati c'era lo sceicco paraplegico Ahmed Yassin: un attivo divulgatore dell'Islam politico, che nel dicembre 1987 avrebbe fondato Hamas a Gaza.

3. Il fallito tentativo di restituire la Cisgiordania

Intanto in Israele era fallito il tentativo di Peres di trovare una soluzione politica alla questione palestinese mediante la restituzione della Cisgiordania a re Hussein in cambio di un accordo di pace: un'iniziativa bloccata da Shamir, mentre Ariel Sharon (da ministro dell'Industria) dava un crescente impulso ai coloni. Rabin, da ministro della Difesa in un governo di unità nazionale, cercò invano di soffocare la protesta popolare, anche con metodi brutali. L'Olp, da Tunisi, provò a pilotare l'insurrezione. Ma nel 1988 un suo dirigente, Abu Jihad, fu assassinato da un commando israeliano.

4. L'avvento di Saddam Hussein

Nel 1988 re Hussein di Giordania uscì di scena con la separazione formale e definitiva dalla Cisgiordania, mentre nel 1990 nella rivolta palestinese si inserì un protagonista inaspettato: il presidente iracheno Saddam Hussein, che da Baghdad minacciava di «bruciare mezzo Israele». Con la guerra del Golfo le piazze palestinesi furono entusiasticamente dalla sua parte, ma con la sua sconfitta Arafat fu costretto a pagare un alto prezzo politico.

5. I palestinesi come soggetto politico autonomo

Gli Stati Uniti cercarono di risolvere a Madrid (1991) la questione mediorientale, lasciando l'Olp fuori dalla porta. Al tavolo, in qualità di esponente politico di Gerusalemme Est, fu accolto Faisal Husseini, che comunque era in contatto costante con Arafat. Nel frattempo, nella speranza di uscire dalla spirale di violenza, alle legislative del 1992 gli israeliani estromisero il coriaceo Shamir, preferendogli Rabin. Questi in realtà voleva stringere accordi di pace con la Siria di Hafez Assad. Poi però fu persuaso da Peres a intraprendere la strada della riconciliazione con i palestinesi. La stretta di mano a tre a Washington fra Rabin, Peres e Arafat segnò l'epilogo dell'insurrezione partita da Jabalya sei anni prima. E i palestinesi si erano trasformati da popolo in balia di un'occupazione militare in soggetto politico capace di muoversi autonomamente.

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