Arresto Di SAAKASHVILI
5 Dicembre Dic 2017 1248 05 dicembre 2017

Ucraina, il caso Mikheil Saakashvili accende le tensioni a Kiev

Mattinata di tensioni a Kiev intorno all'ex presidente georgiano Saakashvili, prima perquisito, poi arrestato e infine liberato dai sostenitori. E ora circondato dalla folla si incammina verso il parlamento.

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Mattinata di tensioni a Kiev intorno all'ex presidente georgiano Mikheil Saakashvili, prima sottoposto a una perquisizione, poi arrestato e infine liberato dai sostenitori che hanno assaltato la camionetta delle forze di sicurezza per liberarlo. Tutto è iniziato all'alba del 5 dicembre quando i servizi segreti ucraini (Sbu) hanno perquisito l'abitazione dell'ex presidente georgiano ed ex governatore della regione ucraina di Odessa. Secondo la portavoce dell'Sbu, Olena Ghitlianska, la perquisizione è avvenuta nell'ambito di un'indagine condotta dalla procura generale. Saakashvili è diventato uno dei maggiori avversari del presidente ucraino Petro Poroshenko, e uno degli organizzatori delle recenti proteste a Kiev contro la corruzione.

Lo scorso luglio Poroshenko aveva privato Saakashvili della cittadinanza ucraina mentre era all'estero. Saakashvili è entrato in Ucraina dalla Polonia a settembre scortato da centinaia di sostenitori che si sono aperti con la forza un varco tra le guardie di frontiera. Il 2 dicembre alcune migliaia di persone sono scese in piazza chiedendo l'impeachment per il presidente ucraino.

DALLA COLLABORAZIONE ALLA LOTTA. La lotta a distanza tra Saakashvili e Poroshenko assume contorni ancora più grotteschi se si pensa che era stato proprio Poroshenko a concedere nel 2015 la cittadinanza ucraina al georgiano e nominare governatore della regione di Odessa l'ex capo di Stato georgiano di cui Tbilisi chiede l'estradizione perché lo sospetta di abuso di potere e appropriazione indebita commessi quando era presidente. Ma un anno e mezzo dopo Saakashvili ha lasciato l'incarico di governatore in contrasto con Poroshenko e ha fondato un suo partito: il Movimento delle Forze Nuove.

ARRESTATO DOPO LA PROTESTA SUL TETTO DI CASA. A margine l'irruzione delle Sbu l'ex presidente georgiano è salito sul tetto della palazzina minacciando di buttarsi giù. Le tv russe e ucraine hanno poi riportato la notizia che Saakashvili è stato fermato dalle forze dell'ordine ucraine. L'arresto sarebbe avvenuto direttamente sul tetto della palazzina. La notizia del fermo è stata annunciata dal deputato Iuri Derevianko e confermata dall'avvocato di Saakashvili, Ruslan Ciornolutski.

SAAKASHVILI: «POROSHENKO È UN LADRO». Mentre si trovava sul tetto del palazzo l'ex presidente ha urlato una serie di frasi contro il presidente in carica dell'Ucraina:«Poroshenko è un ladro, Poroshenko è un traditore del popolo ucraino. Qualunque cosa mi accada, chiedo che scendiate in piazza e continuiate la battaglia». «Chiedo», ha continuato prima che gli agenti speciali entrassero in azione e lo fermassero, «che gli ucraini impediscano il mio rapimento, impediscano la mancanza di legge e le rapine di Poroshenko e la sua banda».

LIBERATO DAI SUOI SOSTENITORI. Non bastasse subito dopo l'arresto sono scoppiati tafferugli tra polizia e sostenitori di Saakashvili. I manifestanti che hanno presidiato via Kostelnaia per poi assaltare la camionetta della polizia dove era detenuto l'ex presidente riuscendo a liberarlo. La notizia è stata riportata dall'agenzia Unian. Dopo la liberazione Mikhail Saakashvili ha invitato tutti gli abitanti di Kiev a radunarsi nella piazza centrale, Maidan Nezaležnosti, cuore della rivolta del 2014, dicendo di voler iniziare una «protesta pacifica». «Non abbiate paura, noi non dobbiamo fuggire», ha detto poco dopo essere stato liberato dai suoi sostenitori.

Dopo la liberazione Saakashvili si è diretto verso la Rada, il Parlamento ucraino circondato da una fitta folla per tenere un comizio non autorizzato. L'ex presidente, secondo il quotidiano russo Kommersant, avrebbe definito le accuse contro di lui «menzogne spudorate» e avrebbe l'intenzione di chiedere «l'impeachment» del presidente Petro Poroshenko. Il procuratore-capo ucraino aveva chiesto per lui gli «arresti domiciliari» con vigilanza «24 ore su 24» ma aveva precisato che la priorità era quella di »interrogarlo» e non di «espellerlo dal paese o estradarlo». Sempre il procuratore sarebbe dovuto comparire alla Rada alle 16:00 per comunicare informazioni di carattere «sensazionale» su Saakashvili.

NOVE MANIFESTANTI FERMATI. Nel corso delle tensioni le forze dell'ordine ucraine hanno fermato nove sostenitori dell'ex presiente che hanno partecipato all'assalto alla camionetta. La maggior parte dei fermati è stata poi rilasciata. Un agente e due simpatizzanti di Saakashvili sono rimasti lievemente feriti negli scontri. Lo riferisce la polizia di Kiev, citata dalla testata online 112.ua.

L'avvocato di Saakashvili, Pavel Bogomazov, ha poi spiegato che il fermo, poi vanificato dalla liberazione, era scattato perché il suo assistito è sospettato di «tentativo di abbattimento del regime costituzionale» in Ucraina. Secondo l'ufficio stampa dei servizi segreti ucraini (Sbu), l'avversario del presidente ucraino Petro Poroshenko è stato fermato perché sospettato di «assistenza a membri di organizzazioni criminali e copertura della loro attività criminosa».

LEGAMI CON UN OLIGARCA PER RIVESCIARE IL PRESIDENTE. Il procuratore generale dell'Ucraina Yuri Lutsenko ha accusato Saakashvili di aver preso soldi dall'oligarca Serghei Kurchenko con l'obiettivo «di abbattere il regime costituzionale». Secondo Lutsenko, gli inquirenti sono riusciti a provare un legame tra Saakashvili e membri dell'entourage dell'ex presidente ucraino Viktor Yanukovich, tra cui Kurchenko, imprenditore ucraino vicino per l'appunto alla famiglia di Yanukovich. Kurchenko, come l'ex presidente ucraina, fuggì in Russia in seguito alla rivolta del Maidan del 2014.

Stando a Lutsenko, Saakashvili avrebbe ricevuto circa 500mila dollari e metà di questa somma sarebbe stata ricevuta dall'assistente dell'ex presidente georgiano, Severion Dangadze, mentre si trovava a Mosca. Con questo denaro Saakashvili e i suoi sostenitori «stavano finanziando le proteste da loro iniziate il cui obiettivo era quello di prendere il potere», aiutando al contempo il gruppo criminale di Yanukovich e di Kurchenko con l'obiettivo di «sospendere i procedimenti penali nei loro confronti». Per il Kyiv Post Saakashvili rischierebbe fino a cinque anni di reclusione.

IL PROCURATORE: «SVENTATO UN PIANO DELLA RUSSIA». Secondo il giornalista Christopher Miller il procuratore generale Lutsenko avrebbe spiegato che le operazioni del 5 dicembre si sono rese necessarie per svendare un piano dei servizi segreti russi per un "inverno russo" in Ucraina che avrebbe usato le protese organizzate dal partito di Saakashvili il Movement of New Forces. Il procuratore ha anche aggiunto che in 24 ore l'intero sistema di sicurezza ucraino avrebbe fatto il possibile per assicurare alla giustizia l'«apolide» Saakashvili.

TIMOSHENKO: «ARRESTO È TERRORISMO POLITICO». L'ex premier e leader del partito di opposizione Batkivshchyna, Iulia Timoshenko ha definito l'arresto di Mikhail Saakashvili un atto di «terrorismo politico». «Nessuno ha il diritto di dar vita ad atti di repressione di massa davanti agli occhi del mondo e mettere in scena il massacro dell'ex presidente georgiano Mikhail Saakashvili: questo è terrorismo politico ed è diventato il volto dell'Ucraina», ha detto. Secondo Timoshenko le forze dell'ordine hanno fatto «irruzione» nell'appartamento di Saakashvili, gli hanno «impedito di parlare con i suoi avvocati» e lo hanno «costretto a fuggire sul tetto». «Possiamo avere diverse opinioni su di lui ma non possiamo chiudere un occhio davanti ad atti di terrorismo politico», ha aggiunto.

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