Fondi, 4 anni a Francesca Barracciu (Pd)
CAPTATIO MALEVOLENTIAE
9 Dicembre Dic 2017 0900 09 dicembre 2017

La sottrazione fatale di Barracciu e la dolce Visa di Marino

Dai quattro anni inflitti all'ex sottosegretaria alla Cultura alla richiesta di condanna per l'ex sindaco di Roma. Il meglio del peggio della settimana.

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UN FILO DI SPERANZA. In Mdp si professa ottimismo: «Non ci candidiamo per partecipare, ma per vincere» twitta Roberto Speranza, secondo cui il suo partito sfiderà il Pd «collegio per collegio».

VIENI AVANTI, CREATIVO. Il nuovo slogan di Pandora che compare appena usciti dalla metropolitana di Milano – uno striscione che recita: «Un ferro da stiro, un pigiama, un grembiule, un bracciale Pandora. Secondo te cosa la farebbe felice?» - è stato aspramente criticato e accusato di sessismo. Durissime, soprattutto, le critiche ai creativi e al reparto marketing del marchio di gioielli.

IL LAVORO MOBILITA L'UOMO. Il Censis, nel suo 51esimo Rapporto sulla situazione sociale del Paese, è una mannaia: «La ripresa economica si rafforza ma la mancata ricaduta sociale della ripresa economica e il blocco della mobilità sociale creano rancore».

SOTTRAZIONE FATALE. L'ex sottosegretaria alla Cultura del Governo Renzi, Francesca Barracciu, è stata condannata a 4 anni di reclusione per peculato aggravato nell'ambito dello scandalo sui fondi destinati ai gruppi del Consiglio regionale della Sardegna e spesi per fini non istituzionali. Le sono contestate, infatti, spese anomale per 81 mila euro.

LA PICCOLA BOTTEGA DEGLI ORRORI. «Benvenuti su Zu’ Totò» si legge all’indirizzo web zu-toto.scontrinoshop.com/about, sito nato con l’obiettivo di vendere prodotti che celebrino il capomafia Totò Riina morto qualche settimana fa. «Siamo in due... Maria Concetta Riina e il marito Antonino Ciavarello - si legge - vogliamo commercializzare alcuni prodotti a marchio 'Zu’ Totò', iniziamo con le cialde di caffè, facciamo questa prevendita per raccogliere ordini e capitali che servono per avviarci, visto che ci hanno sequestrato tutto senza motivo».

MATER SEMPER CELTA. Daniela Santanché, dopo aver girato o fondato partiti politici, approda in Fratelli d'Italia: «Tornare a casa della madre, non del padre, per me è motivo di grande orgoglio» twitta.

LA DOLCE VISA. Dopo l’assoluzione da tutte le accuse in primo grado, il pg Vincenzo Severiano ha chiesto la condanna dell’ex primo cittadino di Roma, Ignazio Marino, per il caso delle 56 cene sospette che da sindaco avrebbe pagato con la carta di credito del Campidoglio.

BULLE E PUPI. Fabri Fibra è disperato: «Con la scusa di portarmi i figli per un selfie, poi ci provano: sono invaso da foto intime di mamme».

FAT AND FURIOUS. Grasso all'assemblea unitaria non usa mezzi termini per giustificare l'addio al Pd: «Mi avevano chiesto di fare la riserva. Sono qui, dunque, per una promessa tradita».

PRESEPE DIVIDENTE. «Va bene il presepe, ma non si tocchi la mangiatoia». Monsignor Ernesto Vecchi, vescovo ausiliare emerito di Bologna, si è espresso così sul presepe allestito in Piazza Zapelloni a Castenaso, nel bolognese, in cui il sindaco Stefano Sermenghi ha voluto collocare il Bambinello e la Madonna all'interno di un gommone, insieme a Giuseppe, al bue e all'asinello.

LA FABBRICA DELLE MOGLI. Non pensare alla carriera, assecondare il marito e non reagire alle violenze domestiche: sono queste le cose che, tra le altre, venivano insegnate alle donne in un istituto nel sud della Cina, dove i mariti mandavano le loro mogli affinché imparassero l’arte della sottomissione. Le autorità cinesi recentemente hanno chiuso l’istituto, ma i dipendenti della scuola non ci stanno e hanno protestato contro la chiusura, sostenendo che il loro lavoro promuove la cultura tradizionale.

I GIORNI DELL'IRA. I palestinesi hanno annunciato 'tre giorni di collera' fino venerdì contro la decisione di Trump di trasferire l'ambasciata Usa a Gerusalemme. Tutte le fazioni palestinesi hanno condannato il Presidente Usa, definendo la sua politica un ricatto: «Chiamiamo tutto il nostro popolo in Israele e nel mondo a raccogliersi nei centri delle città e di fronte ad ambasciate e consolati israeliani per portare la generale rabbia popolare».

NEL NOME DEL PADRE. «Ho firmato oggi il mandato per l'azione civile di risarcimento danni nei confronti del dottor Ferruccio de Bortoli» spiega su Facebook Maria Elena Boschi, dopo sette mesi dall'uscita del libro Poteri forti (o quasi). La Boschi, secondo De Bortoli, si sarebbe rivolta a Ghizzoni, ex ad di Unicredit, per chiedere aiuto e salvare l’istituto aretino dal crac di cui suo padre, Pierluigi, era vicepresidente.

SUI GHIZZONI ARDENTI. Federico Ghizzoni sarà convocato in commissione banche. L’ex amministratore delegato di Unicredit sarà ascoltato in Parlamento sul caso di Banca Etruria e ha acceso lo scontro tra il Pd e il presidente Casini sulla convocazione degli ex banchieri sotto inchiesta.

L'AVVOCATURA DEL DIAVOLO. Gelsomina Verde è stata sequestrata, torturata e uccisa barbaramente per mano della camorra. Ma per l'avvocatura dello Stato, i famigliari della donna, vittima nel 2004 del clan Di Lauro durante la prima faida di Scampia (Napoli), non hanno diritto all'indennizzo riservato alle vittime innocenti della criminalità. Il motivo? «Uno dei cugini di secondo grado di Michele Verde, padre di Mina, aveva avuto precedenti penali di natura associativa».

BUIO FITTO. È una battaglia difficile quella di Raffaele Fitto che cullava l'idea di una corsa in solitaria. Probabilmente, a conti fatti, sarà costretto a confluire nella quarta gamba berlusconiana insieme agli altri perché mancano i numeri per qualsiasi altra impresa.

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