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MIGRANTI
9 Dicembre Dic 2017 1634 09 dicembre 2017

Nuovo accordo Italia-Libia per un centro comune contro i trafficanti

Minniti vola a Tripoli e stringe un'altra intesa con Serraj. Nascerà una sala operativa contro la tratta. Coinvolta anche l'intelligence. 

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Il ministro dell'Interno Marco Minniti è volato a Tripoli per incontrare il premier libico Fayez al Sarraj e soprattutto per firmare un nuovo accordo per la creazione di una «sala comune» italo libica per la lotta «contro scafisti e trafficanti» di esseri umani.
Il centro di coordinamento, secondo quanto riporta un comunicato del governo di Tripoli, sarà composto da «rappresentanti di Guardia costiera, Dipartimento dell'immigrazione clandestina, il procuratore generale libico, il Servizio di intelligence libico e i loro omologhi italiani». Nell'incontro, premette la nota, si sono discussi «i dettagli del coordinamento delle operazioni e le tappe esecutive per combattere il contrabbando e le reti del traffico di esseri umani»

MINNITI: SUCCESSO DELLA GUARDIA COSTIERA. L'esecutivo di Al Sarraj ha anche sottolineato le valutazioni positive espresse da Minniti sull'attività delle istituzioni libiche - governo e guardia costiera - riguardo al dossier migranti. Minniti, si legge nel comunicato pubblicato su Facebook da Tripoli, «ha elogiato gli sforzi profusi dal signor Presidente al fine di garantire la sicurezza e la stabilità in Libia e ha ribadito il sostegno del proprio Paese al governo di riconciliazione nazionale». E ha anche salutato «i successi ottenuti dalla Guardia costiera nel salvataggio di immigrati illegali nelle operazioni nel Mediterraneo e il contrasto ai gruppi del contrabbando». Minniti «ha segnalato» anche i risultati dell'operazione di rimpatrio volontario di migranti verso i paesi di origine e «ha espresso la propria gratitudine" per il "coordinamento fra le autorità libiche e quelle italiane e ha dichiarato la volontà del proprio paese di sostenere gli sforzi della Guardia costiera nei suoi diversi compiti».
L'attività della guardia costiera libica è stata criticata dalla maggior parte delle organizzazioni non governative e anche la Commissione europea che pure sta partecipando all'addestramento l'ha definita non all'altezza. Ma la diplomazia oblige e l'Italia, unico Paese che ha ancora una presenza forte nel Paese, ha necessità di sostenere fortemente il debolte governo di unità nazionale.

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