Gerusalemme: morto palestinese ferito

Tensione a Gerusalemme

Abu Dis Palestina
20 Dicembre Dic 2017 1717 20 dicembre 2017

Gerusalemme Est, la Palestina preme per la capitale

Abbas vola in Arabia Saudita e Francia. In pressing per avere Gerusalemme Est. Ma Washington e Riad "offrono" solo il sobborgo di Abu Dis. Il braccio di ferro sulla città santa.

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Richiamati i Paesi islamici a Istanbul, la Turchia ha proclamato «Gerusalemme Est capitale della Palestina». Da capofila il presidente Recep Tayyip Erdogan ha risposto al riconoscimento Gerusalemme unita «capitale d'Israele» dell'omologo americano Donald Trump, che intende spostarvi l'ambasciata Usa, annunciando anche «vicino il giorno di un'ambasciata turca lì». Nella città che la risoluzione 181 dell'Onu, nel piano di partizione del 1947, assegnava al «controllo internazionale». E che poi altre risoluzioni del Palazzo di vetro, dall'invasione israeliana con la Guerra dei sei giorni del 1967 (dalla 478 del 1980 alla 1322 del 2000), hanno dichiarato «occupata» nella parte orientale «in violazione della legge internazionale».

ABBAS TRA RIAD E PARIGI. Mahmoud Abbas, presidente della Palestina (Stato riconosciuto in Europa dalla Svezia), è volato a Riad, per discutere degli sviluppi su Gerusalemme con il re saudita Salman e il figlio ed erede al trono Mohammad bin Salman. Contemporaneamente ha inviato suoi emissari in Russia e in Cina e il 22 dicembre ha in agenda un incontro in Francia con il presidente Emmanuel Macron: l'obiettivo di Abbas è accelerare il passaggio di testimone dagli Usa all'Ue della guida dei negoziati tra Israele e Palestina ma, a questo punto, anche premere sul riconoscimento dello Stato di Palestina da parte di Bruxelles. Le speranze del leader della Cisgiordania sono con ogni probabilità premature: diversi Stati Ue non sono ancora pronti a un passo così netto.

Il re giordano Abdullah II e Mahmoud Abbas.

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Ma certo il grosso azzardo unilaterale di Trump, che ha ridestabilizzato l'area, sta accelerando le reazioni eguali e contrarie. La bozza del consiglio di Sicurezza dell'Onu contro Gerusalemme capitale unita d'Israele per gli Usa è stata bloccata solo dal veto americano: tutti gli altri Stati con potere di veto – inclusi gli alleati francesi e britannici, membri permanenti – avevano approvato la condanna. Dopo il summit di Istanbul, il video di un aereo di linea Royal Jordanian della Giordania (con l'Egitto firmataria degli accordi di pace con Israele e, attraverso il re Adbullah II, tutore per i musulmani della contesa Spianata delle Moschee), con il pilota che sorvolando la città vecchia di Gerusalemme indicava la «capitale della Palestina», ha fatto il giro del mondo.

LA PALESTINA VUOLE IL CENTRO. Il centro storico della città santa per le tre religioni monoteiste è compreso nella parte orientale occupata. Israele la vuole, come la Giudea e la Samaria in Cisgiordania, perché lì si troverebbero i luoghi biblici originali come i resti del primo tempio di Gerusalemme. E sempre lì, dentro le mura crociate della città vecchia, come delineato negli accordi di Oslo del 1993 per la soluzione dei due popoli nei due Stati, la Palestina vuole la sua capitale e le sedi delle ambasciate straniere sul suo territorio: Gerusalemme Ovest a Israele e Gerusalemme Est alla Palestina è anche la posizione confermata dalla Russia sulla disputa. Le voci di un piano dell'Arabia Saudita di spostarla del sobborgo di Abu Dis stanno infiammando gli animi in Cisgiordania e Gaza.

Abu Dis è sfigurata dal muro con Gerusalemme e dalle barriere verso le colonie ed è per due terzi controllata da Israele

A sinistra Abu Dis (Cisgiordania), a destra Gerusalemme.

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Per non parlare dei palestinesi confinati a Gerusalemme Est. Le colline di Abu Dis, un tempo villaggio rurale, sono famose per la vista spettacolare della Cupola della roccia e della moschea di al Aqsa nella Spianata delle moschee: il simbolo di Gerusalemme e il terzo luogo sacro per i musulmani. Secondo il New York Times il principe saudita bin Salman, vicinissimo a Trump a sua volta vicinissimo al premier israeliano Benjamin Netanyahu, d'accordo con gli Usa avrebbe in animo di rilanciare i fallimentari negoziati di pace sui due popoli in due Stati assegnando tutta Gerusalemme a Israele e ai palestinesi il lembo orientale di Abu Dis – una “capitale” di neanche 25 chilometri quadrati con meno di 13 mila palestinesi – a circa 4 chilometri dalla città vecchia di Gerusalemme.

IL SOBBORGO DI ABU DIS. La «prospettiva di pace» rilanciata da Trump dopo la proclamazione della capitale d'Israele è inaccettabile per la maggioranza dei palestinesi. Ad Abu Dis nel 1995 erano iniziati i lavori per la sede del Consiglio palestinese previsto dagli accordi di Oslo, ma poi la costruzione fu bloccata in vista di accordi di pace che avrebbero fissato l'organo legislativo nella città vecchia. Le prime sedi istituzionali palestinesi furono aperte a Ramallah. Tanto più che negli anni la collina di Abu Dis è diventata un sobborgo sempre più urbanizzato, sfigurato dal muro di divisione con Gerusalemme e da altre barriere verso gli insediamenti dei coloni. Come quasi tutti i centri palestinesi della Cisgiordania è anche divisa nelle tre aree A, B e C, solo la prima delle quali a controllo palestinese.

La Cupola della roccia.

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In effetti il piano saudita prevederebbe uno “Stato” palestinese ma solo «in parti non contigue della Cisgiordania e solo a sovranità limitata sul loro stesso territorio. La larga maggioranza di insediamenti israeliani, per gran parte dei Paesi del mondo illegali, resterebbe inalterata». Una proposta del genere è interamente rigettata da Abbas ma anche dall'Ue: l'Alto rappresentante per la politica estera comunitaria Federica Mogherini ha ribadito, dopo l'annuncio di Trump su Gerusalemme, come i negoziati considerati dall'Ue prevedono «Gerusalemme Ovest capitale d'Israele e Gerusalemme Est della Palestina», e rispedito al mittente l'invito ai Paesi europei di Netanyahu ad «aprire altre ambasciate in Israele a Gerusalemme».

TRUMP CONTRO TUTTI. All'Onu gli Usa hanno minacciato di «prendere i nomi» della grande maggioranza che (Italia inclusa) ha votato la mozione dell'Assemblea generale contro Gerusalemme capitale di Israele. Ma gli Stati Uniti si sono fatti il vuoto attorno. Anche il papa, dopo aver esortato invano Trump a fermarsi, ha appena discusso in Vaticano con il re giordano custode della sacra spianata di Gerusalemme: neanche le autorità delle Chiese cristiane, come le palestinesi, hanno voluto incontrare il vicepresidente americano Mike Pence che alla fine ha spostato la visita programmata in Israele. A nome dei leader islamici Abdullah II, in partenza per Parigi, cerca una sponda in Francesco in difesa della Palestina e per la Santa sede una Gerusalemme capitale unita d'Israele viola la legge dello status quo sulla convivenza delle tre religioni.

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