Cannabis, ok da Camera a uso medico
1 Gennaio Gen 2018 1932 01 gennaio 2018

California, cannabis legale anche per uso ricreativo

Dal primo gennaio 2018 potrà essere acquistata da chi ha compiuto 21 anni. Ammessa la coltivazione fino a sei piante.

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La California diventa il maggior mercato mondiale della cannabis, legalizzando l'uso ricreativo della marijuana. L'arrivo del nuovo anno porta infatti con sé l'entrata in vigore di una legge - la Proposition 64 - approvata nel novembre del 2016, che consente ai cittadini che hanno compiuto 21 anni di possedere un'oncia di cannabis, equivalente a 28 grammi, e coltivare a casa fino a sei piantine. Resta vietato l'uso nei luoghi pubblici e al volante.

REGOLE SIMILI A QUELLE DEL TABACCO. La legalizzazione è accompagnata da regole e vincoli commerciali simili a quelli del mercato degli alcolici e del tabacco. Negli Usa, dove in 30 Stati è già legale la cannabis per uso medico, la California è il sesto Stato a legalizzare l'uso ricreativo, reclamizzato come un prodotto di "wellness", alternativo al cocktail dopo il lavoro. Legalizzazione non significa però che la marijuana, tuttora vietata a livello federale, sia venduta dovunque.

AL MOMENTO POCHE LICENZE APPROVATE. Delle oltre mille richieste di licenza pervenute, solo alcune decine sono state approvate. Los Angeles, West Hollywood, San Francisco, San Diego, Oakland, Santa Cruz e San Jose sono le città che finora hanno dato luce verde, ma molti punti di vendita non hanno ancora ricevuto il permesso. Mentre per 300 altre municipalità, incluse Riverside, Fresno, Bakersfield, Pasadena e Anaheim, tutto resta ancora come prima: la vendita è permessa solo con ricetta medica.

UNA RUBRICA PER AIUTARE I CONSUMATORI. Dove il mercato della marijuana avrà via libera, i consumatori devono essere pronti a mostrare il documento e a pagare in contanti. Restrizioni a parte, per Tony Hall che a San Diego ha ottenuto la prima licenza di tutto lo Stato, la rivoluzione è «epocale e multigenerazionale, simile a quella che nel 1933 pose fine al bando degli alcolici». Così epocale che l'edizione americana del Guardian ha aperto una rubrica, "High Time", dedicata ad aiutare i consumatori "adulti" a districarsi nella nebbia creata da mille varietà con altrettanti decantati benefici.

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