Getty Images 96536447

Proteste in Iran

Getty Images 454545550
11 Gennaio Gen 2018 0800 11 gennaio 2018

Iran, l'Ue usa gli affari per fare scudo su Teheran

Nel giorno in cui il ministro Zarif atterra a Bruxelles, Roma firma un'intesa da 5 miliardi con la Repubblica islamica. Una iniziativa che sostiene la linea europea: difendere l'accordo nucleare da Trump (anche) facendo business. 

  • ...

Dopo le divisioni sull'accordo di Parigi, sul futuro della Nato, sulla scelta americana di riconoscere Gerusalemme capitale di Israele, le proteste in Iran – durante le quali almeno 25 persone sono state uccise dalle forze di sicurezza e circa 3 mila arrestate - hanno aperto un nuovo fronte nei già tesi rapporti tra Washington e Bruxelles. L'11 gennaio arriva nella capitale belga il ministro degli Esteri iraniano, Javad Zarif, per un incontro sullo stato dell'accordo nucleare con gli omologhi di Francia, Germania e Gran Bretagna e l'alto rappresentante per la politica estera dell'Unione, Federica Mogherini. Venerdì 12 il presidente americano Donald Trump dirà la sua sul futuro dell'Iran deal, decidendo se dare l'ok a nuove sanzioni per punire un «regime corrotto» che finanzia il terrorismo, come minaccia da mesi, rompendo con gli alleati europei.

OBIETTIVO: SCONGIURARE UNA NUOVA CRISI. Mogherini è stata accusata di aver tenuto un atteggiamento molto morbido nei confronti della repressione in Iran, limitandosi a definire «inaccettabile» la morte di manifestanti, solo per difendere il deal, ma nelle cancellerie europee è diffusa la convinzione che le questioni dei diritti umani e quelle nucleari debbano rimanere separate. Bruxelles è determinata a difendere l'accordo: isolare Teheran non servirebbe né a ridurre la sua presenza militare della Repubblica islamica in Medio Oriente né a frenare i suoi piani di arricchimento dell'uranio. «Rompere tutti i contatti rischia di rafforzare gli estremisti», ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron, il 3 gennaio nel corso di un incontro con la stampa. «La linea seguita da Stati Uniti, Israele e Arabia Saudita, che sono nostri alleati su molti fronti, ci porta alla guerra». L'incontro con Zarif dovrebbe servire dunque a scongiurare una nuova crisi: «L'obiettivo è mandare a Washington il messaggio che l'Iran sta rispettando i termini dell'accordo e che è che meglio avere un accordo piuttosto che non averlo», ha spiegato alla Reuters un diplomatico europeo.

Roma è il secondo partner commerciale europeo dell'Iran, dopo la Germania, molte imprese italiane hanno ricominciato a investire nel Paese e sono stati firmati diversi accordi per futuri business

Un passaggio delicato del vertice europeo sarà quello delle relazioni commerciali tra l'Unione e l'Iran, un aspetto che la diplomazia del Vecchio continente considera centrale nella strategia per difendere l'accordo, accompagnato in Iran da un ampio consenso popolare. Nei mesi scorsi, infatti, molti Stati Ue hanno siglato una serie di intese con Teheran per proteggere gli investimenti delle proprie aziende nel caso in cui gli Stati Uniti decidessero nuove sanzioni, sul piatto ci sono possibili contratti miliardari in Iran di colossi come Total, Airbus, Siemens, Peugeot. In questa sfida l'Italia è in prima fila. Roma è il secondo partner commerciale europeo dell'Iran, dopo la Germania, molte imprese italiane hanno ricominciato a investire nel Paese e sono stati firmati diversi accordi per futuri business.

L'INTERSCAMBIO TOCCA I 14 MILIARDI. Proprio nel giorno della visita di Zarif a Bruxelles, l'Italia firmerà un accordo quadro con l'Iran per aprire linee di credito per 5 miliardi di euro. Soldi che Invitalia, l'agenzia del ministero dello Sviluppo economico, presterà a due banche iraniane, la Bank of industry and mine e la Middle east bank, e che serviranno per finanziare le commesse dello stato a imprese italiane. Un passo avanti deciso in direzione anti-Trump e in linea con le posizioni di Parigi, Berlino e della stessa Bruxelles. Da quando nel gennaio 2016 sono cominciate a cadere le sanzioni, gli scambi commerciali tra l'Unione e Teheran sono cresciuti in maniera significativa. Solo nei primi nove mesi del 2017, l'interscambio è arrivato a 14 miliardi di euro, quasi due volte il valore dei primi nove mesi del 2016. L'export di Teheran verso l'Europa a 28 ha toccato quota 7,3 miliardi e l'import 7,5 miliardi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso