Arabia Saudita Vittime Purghe Bin Salman
14 Gennaio Gen 2018 0942 14 gennaio 2018

Arabia Saudita, chi sono le vittime delle purghe di bin Salman

L'ondata di fermi in Arabia Saudita non ha colpito solo il miliardario Al-Waleed bin Talal, ma anche molti altri reali, ministri e uomini d'affari. Ecco chi è finito nel mirino del principe ereditario.

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Il carcere duro per il principe Alwaleed ha riaperto la questione delle purghe in Arabia Saudita. Ufficialmente il principe ereditario Mohamed Bin Salman sta conducendo una battaglia contro la corruzione, iniziata nel novembre del 2017 con l'arresto di oltre 300 persone tra miliardari, principi e imprenditori. Questi sono alcuni di quelli finiti nel mirino del principe.

Il principe Al-Waleed bin Talal: in carcere per non aver pagato la cauzione

bin Talal è uno degli uomini più ricchi del mondo e dell'Arabia Saudita. Il 13 gennaio è finito in carcere per essersi rifiutato di pagare una cauzione da oltre 1 miliardo di dollari.

Il principe Fahd bin Abdullah bin Mohammed Al Saud: ex ministro della difesa

Mohammed Al Saud, che com ultimo incarico ha presieduto il ministero della Difesa, ha sempre ricoperto ruoli chiavi all'interno della gerarchia militare saudita. Tra il 2002 al 2013 fu anche comandante in capo della marina.

Il principe Mutaib bin Abdullah: il più potente tra i fermati

bin Abdullah secondo la stampa internazionale era il più potente e pericoloso per Salman, tra gli uomini arrestati. Il principe tra il 2013 e 2017 è stato a capo della Guardia nazionale saudita. A fine novembre è stato rilasciato dopo aver pagato una cauzione da un miliardo di dollari.

Il principe Turki bin Abdullah: finanziatore della metro di Riad

bin Abdullah, già pilota di caccia dell'aviazione saudita, è stato anche governatore della provincia di Riad tra il 2014 e 2015. Non solo. Il principe fu anche uno dei personaggi chiave nella costruzione della metro a Riad. Coinvolgimento che l'ha portato in manette a novembre.

Adel Fakeih: manette per il super ministro

Ingegnere ed ex sindaco della città di Gedda, dove il 12 gennaio le donne sono andate per la prima volta allo stadio, Fakeih è stato anche ministro del Lavoro tra il 2010 e 2015 e contemporaneamente nel 2014 ministro della Salute. Dal 2015 fino all'arresto è stato ministro dell'Economia.

Ibrahim Abdulaziz Al-Assaf: arrestato per l'espansione della grande moschea di Mecca

Al-Assaf è stato per vent'anni ministro delle Finanze. Ufficialmente è stato arrestato con l'accusa di appropriazione indebita relativamente ai lavori di espansione della grande moschea di Mecca, ma anche per aver usato i suoi poteri di ministro nella compravendita di terreni.

Khaled al-Tuwaijri: l'astuta piovra di corte

al-Tuwaijri è stato per molti anni il capo della Corte reale. Diversi membri della corte al-Tuwaijri lo hanno descritto come una "piovra", "capo della corruzione", "capo dei secolaristi". E più di qualcuno in passato lo ha accusato di aver tentato di rovinare la famiglia reale dall'interno.

Bakr bin Laden: arresto anche per il fratellastro di Osama bin Laden

Bakr bin Laden è uno degli uomini di affari colpiti dalla purghe di bin Salman. Prima del fermo era a capo della Saudi Binladin Group la holding di proprietà della famiglia bin Laden, un gruppo specializzato nel settore delle costruzioni edili e che opera soprattuto nella città di Gedda.

Saleh Abdullah Kamel: arrestato anche il re dell'intrattenimento

Kamel è il miliardario che ha fondato e diretto la Arab Radio and Television Network, uno dei broadcaster più noti della penisola arabica. In particolare il gruppo è noto per i programmi per famiglie, la distribuzione di film, musica e soprattutto sport. L'ART detiene infatti i diritti esclusivi del campionato di calcio saudita. Negli ultimi tempi però soffriva la concorrenza di Rotana TV posseduta da un altro degli arrestati, Al-Waleed bin Talal.

Waleed bin Ibrahim Al Ibrahim: cognato del re Fahd bin Abdulaziz Al Saud

Tra gli arrestati c'è anche l'uomo d'affari Waleed bin Ibrahim Al Ibrahim. Con un patrimonio stimato di 10 miliardi di dollari, Al Ibrahim fino all'arresto ha guidato il Middle East Broadcasting Center che gestisce la prima tv commerciale del Medio Oriente. Recentemente si è rifiutato di vendere MBC Tv a Mohammad bin Salman.

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