Larry Nassar
24 Gennaio Gen 2018 1858 24 gennaio 2018

Molestie, medico delle ginnaste Usa condannato a 175 anni

Larry Nassar, dottore della nazionale Usa, è stato giudicato colpevole di abusi sessuali. La sentenza è stata inflitta da un giudice del Michigan dove per giorni si sono susseguite le testimonianze delle vittime.

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«Ho appena firmato la tua condanna a morte, non uscirai più di prigione». Una sentenza esemplare, da un minimo di 40 fino a 175 anni di prigione, quella pronunciata in un tribunale del Michigan dalla giudice Rosmarie Aquilina in uno dei più sconvolgenti casi per molestie e abusi sessuali. Larry Nassar, 54enne ex medico della nazionale femminile di ginnastica Usa, ha per anni esercitato il suo 'potere' abusando di decine e decine di ragazze, fino a 160 minorenni, decine delle quali hanno testimoniato in una inquietante quanto coraggiosa maratona di sette giorni che ha definitivamente squarciato il velo sul mostro.

«I MAGGIORE AGGRESSORE SESSUALE DELLA STORIA». «Probabilmente il maggiore aggressore sessuale di minori nella Storia» lo ha definito l'accusa in aula. Il predatore per eccellenza, che ha perpetrato il male sotto gli occhi di tutti, delle maggiori istituzioni sportive e della autorità. E nella maniera più subdola: sfidando la fiducia riposta in lui da decine di famiglie, di genitori ignari di quanto succedeva nelle infermerie, nelle palestre, perfino nelle loro case. Sono state le ragazze a inchiodarlo, il loro coraggio nonostante il dolore, il trauma, la ferita aperta.

«SENTENZA COME PUNTO DI SVOLTA». Anche quella di una società che fa i conti con i suoi mostri e le sue miopie dalle conseguenze devastanti. «In questo particolare momento storico, questa sentenza verrà considerata un punto di svolta su come la nostra comunità, il nostro Stato, la nostra nazione, la nostra cultura, guarda agli abusi sessuali», ha scandito l'assistente procuratrice generale del Michigan Angela Povilaitis in un intervento accorato e un'accusa durissima non priva di dettagli crudi, ritenuti evidentemente necessari per denunciare il livello di dolore e violenza.

«In questa aula di tribunale la vergogna che le vittime hanno provato è stata esorcizzata e rimessa là dove deve stare, su di lui», ha però incalzato la voce della Procura, sottolineando, come ha fatto poi anche la giudice a più riprese, il coraggio delle giovani donne, che quella vergogna sono riuscite a calpestare con forza per poter parlare. La prima ad un giornale locale, poi una ad una nell'aula di tribunale. Alcune con la voce rotta, altre fiere della propria forza, guardando negli occhi chi ha spezzato i loro sogni violando fiducia e corpi.

GIA' CONDANNATO A 60 ANNI PER MATERIALE PEDOPORNOGRAFICO. E allora questa è una «giustizia poetica», ha affermato ancora la procuratrice Povilaitis nel ricordare che donne hanno condotto la squadra investigativa sul caso, donne hanno guidato la procura, donne sono tre dei giudici che hanno deciso la sentenza. A nulla servono adesso le parole di Nassar, già condannato a novembre a 60 anni di prigione per pedopornografia: le vostre parole «mi hanno scosso nel profondo», ha detto con la voce rotta rivolgendosi alle sue vittime presenti in aula. «Riconosco che quanto sto provando impallidisce davanti al dolore, al trauma, alla devastazione emotiva che tutti voi state provando», ha aggiunto. «Non ci sono parole per descrivere la profondità e la vastità del rammarico che provo per quanto accaduto».

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