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Trump e il Russiagate

Russiagate indaga su Flynn-mail Clinton
24 Gennaio Gen 2018 2209 24 gennaio 2018

Russiagate, Muller punta Trump e interroga i capi di Cia e Nsa

Il procuratore speciale ha sentito i vertici dei servizi, Mike Pompeo e Mike Rogers ma anche Dan Coats National Intelligence. Attesa per il colloquio con l'ex stratega Steve Bannon.

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La nube del Russiagate si addensa sempre di più sulla Casa Bianca. Mueller sembra aver accelerato il ritmo degli interrogatori eccellenti in attesa di sentire il presidente nelle prossime settimane. Entro fine mese, secondo la Nbc, toccherà all'ex stratega della Casa Bianca Steve Bannon. Nel frattempo sono già stati sentiti i capi della Cia Mike Pompeo, della National Intelligence Dan Coats e della National Security Agency Mike Rogers.

INDAGINI SU EVENTUALI PRESSIONI SU COMEY. Gli investigatori avrebbero chiesto ai dirigenti degli 007 se Trump abbia mai chiesto loro di fare pressioni su Comey mentre coordinava le indagini del Russiagate e se abbia tentato di fermare le investigazioni dell'intelligence Usa sulle ingerenze russe nel voto e le possibili collusioni con la sua campagna. Già interrogato anche l'attorney general Jeff Sessions. Il procuratore speciale sembra essersi concentrato sull'ipotesi di ostruzione della giustizia e intenderebbe interrogare Trump in particolare sulla sua decisione di cacciare l'ex consigliere per la sicurezza nazionale Michael Flynn e lo stesso Comey, anche lui già sentito.

L'ex capo dell'Fbi ha scritto in alcuni memo che Trump gli aveva chiesto di mostrargli fedeltà e di lasciar cadere le indagini su Flynn. Dopo averlo licenziato, il presidente nominò ad interim il suo vice, Andrew McCabe. Prima però, secondo il Washington post, lo convocò nello studio Ovale facendogli una domanda inopportuna. Gli chiese per chi aveva votato alle presidenziali. McCabe rispose di non aver votato.

IN BILICO LA POSIZIONE DI MCCABE. Il tycoon lo rimproverò quindi per i fondi che ambienti vicini a Hillary Clinton donarono alla moglie nella sua corsa al Senato per i dem nel 2015. McCabe è rimasto nel mirino del presidente, convinto che sia necessario fare piazza pulita ai vertici dell'Fbi degli uomini fedeli a Comey. Di qui le pressioni tramite Sessions sul nuovo capo del Bureau, Christopher Wray, che finora si è rifiutato di cambiare ruolo a McCabe ma ha iniziato il repulisti, rimpiazzando con suoi fedelissimi il capo dell'ufficio legale, James Baker, e il capo dello staff, James Rybicki.

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