Trump (2)
26 Gennaio Gen 2018 1330 26 gennaio 2018

Davos, l'intervento di Trump al Wef

Il presidente americano ha tenuto l''atteso discorso al World Economic Forum. «Sì al commercio globale ma sia equo». E sull'America first dice: «Non significa America da sola».

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«A Davos c'è tantissima gente, come non hanno mai visto prima»: così Donald Trump scherza con i giornalisti - citando la polemica sulla grandezza della folla nel giorno della sua inaugurazione - prima di arrivare al World Economic Forum, dove alle 14 ha pronunciato l'atteso intervento ai big dell'economia.

«È un privilegio stare qui tra leader della diplomazia e della politica. Sono qui per rappresentare gli interessi degli americani e per offrire un'amicizia nel costruire un mondo migliore», ha detto all'inizio del suo intervento. «L'America», ha continuato, «sta di nuovo vedendo una forte crescita, in Borsa si sono creati 7.000 miliardi di dollari dalla mia elezione».

TRUMP: «AMERICA FIRST NON VUOL DIRE AMERICA DA SOLA». Nel suo discorso il tycoon ha ribadito ancora una volta la sua dottrina dell'America first: «Come presidente degli Stati Uniti metterò sempre l'America al primo posto, come gli altri leader mettono il loro Paese al primo posto», ha detto invitando gli investitori, «venite in America. Io credo nell'America e la metterò sempre al primo posto. Ma non significa America da sola».

«NON TOLLEREREMO PRATICHE SCORRETTE». Poi un riferimento al commercio mondiale: «Ripristineremo l'integrità del sistema commerciale. Solo insistendo su un commercio giusto e reciproco possiamo creare un sistema che funziona non solo per gli Usa ma per tutti i Paesi» e in questo senso l'idea è che Washington sia pronta a combattere commerciali: «Gli Stati Uniti non tollereranno più pratiche scorrette nel commercio internazionale», ha aggiunto.

«REGOLE DELL'IMMIGRAZIONE FERME AL PASSATO». Me nell'intervento non c'è spazio solo per l'economia. Trump si è soffermato anche su immigrazione e Corea del Nord. Il sistema che regola gli ingressi negli Usa «è fermo al passato» e d'ora in poi chi entra verrà selezionato in base alla sua capacità di contribuire al benessere economico degli Usa. Poi un nuovo monito a Pyongyang e Stato islamico. Gli Usa sono fortemente impegnati per la «massima pressione per denuclearizzare la Corea del Nord, lavoriamo con gli alleati per contrastare i terroristi e Daesh, gli Usa sono leader per assicurare la sicurezza mondiale», ha detto.

«CON HILLARY BORSA GIU' DEL 50%». Dopo il discorso il protocollo ha previsto uno scambio di battute con Klaus Schwab, fondatore del World Economic Forum. Schwab, in particolare, ha chiesto al presidente di parlare della riforma fiscale. Trump ha risposto citando i messaggi delle corporations statunitensi, «si stanno tutti impegnando miliardi di dollari» e «voglio ringraziare tutti», ha detto. Poi una stoccata ai democratici e a Hillary Clinton: «Se avessero vinto i miei oppositori invece di un rialzo del 50% avremmo avuto un ribasso vicino al 50%, posso dirlo essendo un businessman». I Democratici, ha continuato, avrebbero «imposto nuove norme in modo massiccio».

FISCHI DALLA PLATEA PER LE CRITICHE AI GIORNALI. Con la riforma fiscale «abbiamo realizzato un sogno che un sacco di persone avevano da anni», ha aggiunto in conclusione, aggiungendo che i redditi medi delle famiglie aumenteranno di 4mila dollari. Ma non tutto è andato liscio nell'intervento di Trump. Un coro di 'buuuh' di protesta piuttosto forte si è levato dalle file dei giornalisti presenti nella sala dopo un passaggio in cui il presidente ha fortemente criticato la stampa accusandola di "fake news".

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