Carles Puigdemont
29 Gennaio Gen 2018 1423 29 gennaio 2018

Catalogna, Puigdemont tratta per rientrare in Spagna

Alla vigilia della plenaria del nuovo parlamento il President uscente ha chiesto di tutelare la sua immunità per tornare in patria senza essere arrestato. Ma Madrid rinforza i controlli alla frontiera.

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Massima incertezza in Catalogna alla vigilia della sessione nella quale il Parlament dovrebbe in teoria rieleggere il President uscente destituito da Madrid, Carles Puigdemont, in esilio a Bruxelles perché inseguito da un mandato di cattura spagnolo. In un nuovo duro braccio di ferro politico-giudiziario con Madrid, a poche ore dal voto «tutto sembra possibile», ha avvertito Tv3. Anche che Puigdemont torni dal Belgio sfuggendo alla polizia spagnola al confine e si presenti davanti al Parlament per essere subito arrestato, magari però dopo la rielezione.

L'AVVOCATO: «HA IL CORAGGIO DI PRESENTARSI». Uno scenario non escluso dal suo avvocato Jaume Cuevillas. «Ha sufficiente coraggio per presentarsi, farsi arrestare e surriscaldare ulteriormente la pentola a pressione su cui viviamo». Con una decisione 'preventiva' molto criticata da diversi giuristi, su richiesta del governo di Madrid la Corte costituzionale ha deciso che Puigdemont non poteva essere eletto a distanza ma solo presentandosi di persona in aula, con l'autorizzazione del gip spagnolo Pablo Llarena. Un'ipotesi poco realista.

NEGATA LA SCARCERAZIONE A DUE DEPUTATI. Ancora il 29 gennaio Llarena ha negato ai due deputati indipendentisti ancora detenuti - il leader di Erc Oriol Junqueras e Jordi Sanchez - il permesso di assistere alla seduta, autorizzandoli solo a delegare il voto. Sempre alla vigilia 3 dei 5 deputati in esilio a Bruxelles con Puigdemont hanno rinunciato al seggio per non mettere a rischio la maggioranza assoluta (70 seggi su 135) indipendentista, se si voterà effettivamente su Puigdemont.

INCERTEZZA SUL RIENTRO E VOCI SUI SOCIAL. L'incertezza è volutamente alimentata dal 'President' e dai suoi alleati. Il deputato di Erc Ferran Civit i Pardi ha pubblicato su Twitter la foto di un viaggio «di rientro dal Belgio, con il pacco». Una delle immagini mostra di spalle un passeggero dalla capigliatura simile a quella di Puigdemont: «Il viaggio sarà lungo e la seduta del Parlament sarà dura», ha scritto. Lo stesso Puigdemont ha alimentato l'incertezza su Instagram con una foto della via di Barcellona in cui si trova uno degli ingressi del Parlament con la scritta: «A 24 ore dall'investitura. Per il Paese. Per le Libertà. Per le nostre Istituzioni. Per la Democrazia. Per la Dignità. Per il Futuro. Per Te, Repubblica Catalana».

CHESTA L'APPLICAZIONE DELL'IMMUNITA'. Il leader secessionista ha scritto inoltre al presidente del Parlament Roger Torrent rivendicando l'immunità parlamentare che la giustizia spagnola non gli riconosce e chiedendo protezione. Nell'assoluta incertezza sulle sue intenzioni - secondo esponenti fiamminghi sarebbe atteso domani a Lovanio - la polizia spagnola ha moltiplicato i controlli attorno al Parlament e sulle autostrade dalla Francia.

INCERTA LA POSSIBILITA' DI ALTRI CANDIDATI. Tutti gli scenari sono ora aperti. Dalla rielezione comunque, a distanza, dal Belgio, o spuntando a sorpresa in aula, in aperta sfida alla giustizia spagnola; all' arresto; o a un rinvio della votazione. A meno che all'ultimo minuto non faccia un passo di lato e ceda il posto ad un candidato alternativo del suo gruppo. Un 'piano B' che ridarebbe un minimo di normalità alle istituzioni catalane che visibilmente piace ai suoi alleati repubblicani di Erc.

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