Iran Arrestate 29 Donne Senza Velo
1 Febbraio Feb 2018 1813 01 febbraio 2018

Iran, arrestate 29 donne senza velo in strada

La polizia ha fermato una trentina di donne che si erano scoperte il capo in segno di protesta contro l'hijab obbligatorio. Secondo l'agenzia Tasnim le fermate stavano partecipando ad una campagna conosciuta come "mercoledì bianco".

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La stretta contro le donne senza velo islamico in Iran, minacciata dalle autorità, è arrivata: 29 donne che avevano aderito alla protesta contro l'hijab obbligatorio, sventolandolo in strada, sono state arrestate. E rischiano fino a due mesi di carcere. La sfida ai vertici della Repubblica islamica era stata lanciata un mese fa da un'attivista 31enne.

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Vida Movahhed, il 27 dicembre scorso, era salita su un piedistallo in mezzo ad una strada affollata di Teheran, togliendosi il velo, un hijab bianco, e iniziando a sventolarlo, annodato su un bastone. Qualcuno con un telefonino l'aveva immortalata con foto e video, poi diffusi in rete e rilanciati dai media di tutto il mondo. In breve, la giovane è diventata un'icona delle sanguinose proteste antigovernative, contro corruzione, povertà e disoccupazione, che hanno investito tutto il paese.

SEMPRE PIU' RAGAZZE TOLGONO IL VELO. L'attivista è stata arrestata, poi rilasciata sotto la pressione popolare e internazionale, ma rischia un'incriminazione. Sul suo esempio, comunque, è nato il movimento delle 'Ragazze di viale Enghelab', dal nome della strada da cui è iniziata la protesta, che tra l'altro significa 'rivoluzione'. E altre ragazze, in numero sempre crescente, sono scese in strada togliendosi il velo e sventolandolo. In Iran, sin dal primo anno dopo la rivoluzione islamica del 1979, le donne quando escono di casa devono sempre avere il corpo interamente coperto, tranne il volto, le mani e i piedi.

IL PROCURATORE: «RAGAZZE DA PUNIRE». Le giovani che si tolgono il velo in questi giorni, però, rappresentano un simbolo della più generale contestazione alle autorità iraniane, comprese le guide religiose degli ayatollah, tanto più che alla protesta hanno aderito anche uomini, come testimoniano le immagini sui social. La reazione di Teheran è stata molto dura. Il procuratore Mohammad Jafar Montazer ha prima avvertito che le 'Ragazze di viale Enghelab' sarebbero state punite e perseguite liquidando questo movimento come il frutto dell'ignoranza perché, ha affermato, «se credono nell'Islam sanno che per la sacra 'sharia' il velo è obbligatorio».

CAMPAGNA RILANCIATA CON UN HASHTAG. Poi, è scattata la prova di forza: 29 donne sono state fermate dalla polizia durante la protesta conosciuta come 'mercoledì bianchi', perché ricorda quel mercoledì 27 dicembre che diede inizio a tutto ed il colore del velo sventolato. La campagna 'mercoledì bianchi', con hashtag su Twitter, è stata lanciata da un'altra attivista e giornalista iraniana, la 32enne Masih Alinejad, fondatrice del movimento My Stealthy Freedom, per il diritto delle donne a scegliere come vestirsi. Alinejad, che vive a New York, nell'ultimo 'mercoledì bianco' ha twittato tutto il suo entusiasmo, immaginando una crepa del muro dell'ortodossia del regime iraniano: «Siamo innumerevoli, e abbiamo solo bisogno di ritrovarci insieme in pubblico».

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