Abdeslam
5 Febbraio Feb 2018 1904 05 febbraio 2018

Processo Abdeslam, cinque cose da sapere

La giustizia belga chiede vent'anni per la sparatoria avvenuta durante la fuga dell'unico sopravvissuto del commando di Parigi. Lui si rifiuta di rispondere: «Non ho paura di voi». Oltre 100 agenti impiegati per il suo trasferimento dalla Francia.

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È iniziato il processo a Salah Abdeslam, l'unico terrorista sopravvissuto alla strage di Parigi del 13 novembre 2015, in cui persero la vita 130 persone. Abdeslam è sotto giudizio per la sparatoria avvenuta in rue du Dries, a Forest, una settimana prima della fine della sua latitanza, finita a Molenbeek pochi giorni prima degli attentati di Bruxelles del 22 marzo 2016. L'uomo, detenuto in Francia in condizioni di massima sicurezza, è stato trasferito in segreto nella notte dal carcere di Fleury-Mérogis, alle porte di Parigi.

1. La giustizia belga chiede 20 anni

Sotto un imponente dispositivo di sicurezza con tanto di elicotteri Abdeslam, 28 anni, è arrivato nella sala del processo insieme a Soufien Ayari, il 'secondo uomo' in fuga dal covo di rue du Dries il 15 marzo 2016, dove durante una perquisizione legata agli attentati di Parigi ebbe luogo una sparatoria con la polizia dove restò ucciso il 'terzo uomo' del gruppo che si nascondeva, Mohamed Belkaid. Nella sparatoria furono feriti tre poliziotti belgi e un collega francese. Abdeslam e Ayari furono poi catturati dalla polizia il venerdì 18 marzo 2016. La procuratrice federale belga Kathleen Grosjean ha chiesto per entrambi 20 anni di reclusione, il massimo della pena per il reato che viene loro contestato: tentato omicidio in “circostanze legate al terrorismo”.

2. Il legame con l'attentato di Bruxelles

Il 22 marzo, quattro giorni dopo la cattura di Abdeslam, tre kamikaze hanno ucciso 32 persone e ferito 340 all'aeroporto Zaventem e nella metro della capitale belga. Gli inquirenti sospettano che il terrorista sopravvissuto a Parigi sia coinvolto anche negli attentati di Bruxelles, ma non l'hanno imputato per questo. I suoi avvocati hanno negato che fosse a conoscenza del piano.

3. L'inchiesta sui fatti di Parigi

Secondo i media francesi, che si basano sulla sua confessione fatta dopo l'arresto, Abdeslam sarebbe dovuto morire nell'attacco del 13 novembre. Non è chiaro se sia stata la cintura esplosiva che indossava (e che doveva far esplodere davanti allo Stade de France) a fare cilecca o se sia stato lui a cambiare idea all'ultimo. In ogni caso, quella stessa notte il terrorista lasciò Parigi per andare in Belgio. Abdeslam è ancora in attesa del processo per il suo ruolo nella strage. È accusato di omicidio e tentato omicidio legato al terrorismo.

4. Abdeslam resta in silenzio

Da quando è stato trasferito nella prigione francese, nell'aprile 2016, Abdeslam è stato interrogato cinque volte. In tutte le occasioni si è rifiutato di rispondere alle domande. «Desidero non rispondere», ha affermato anche in sede processuale. L'altro accusato, Ayari, ha invece deciso di rispondere, almeno in parte, alle domande del magistrato, confermando di essere stato nel 'covo' di rue du Dries per «diverse settimane» . «Quello che constato è che i musulmani sono trattati nel peggiore dei modi, non c'è presunzione d'innocenza, ma non ho paura di voi né dei vostri alleati, ho fiducia in Allah», è stata l'unica dichiarazione di Abdeslam.

5. Il cambio di prigione

Per tutta la durata del processo, l'imputato sarà trasferito dalla prigione di Fleury-Mérogis, alle porte di Parigi, a quella di Vendin-le-Vieil, vicino al confine con il Belgio. Quest'ultima è una delle carceri più sicure della Francia, e Abdeslam avrà un'intera ala a lui riservata. Non sono stati pubblicati dettagli sulla spola che il terrorista dovrà fare tra la cella e il tribunale. A occuparsi del suo trasferimento saranno ogni volta circa 100 agenti di polizia.

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