Terrorismo, Iniziato Il Processo A Salah Abdeslam
5 Febbraio Feb 2018 1127 05 febbraio 2018

Terrorismo, iniziato il processo a Salah Abdeslam

A Bruxelles si è tenuta la prima udienza a carico di uno degli attentatori di Parigi. Il procedimento si riferisce però alla sparatoria che ha preceduto il suo arresto a marzo 2016, pochi giorni prima dell'attacco alla capitale belga.

 

 

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«Quello che constato è che i musulmani sono trattati nel peggiore dei modi, non c'è presunzione d'innocenza», ma «non ho paura di voi né dei vostri alleati, ho fiducia in Allah». Sono le uniche parole che ha proferito Salah Abdeslam durante il suo processo a Bruxelles per la sparatoria che ha preceduto il suo arresto a marzo 2016, rifiutandosi di rispondere ai giudici. «Il mio silenzio non fa di me né un criminale né un colpevole, vorrei che ci si basasse su prove scientifiche, non fare dell'ostentazione come i media», ha aggiunto. Toccherà quindi all'avvocato di Salah, il fiammingo Sven Mary, rispondere al suo posto.

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LATITANZA FINITA NEL MARZO DEL 2016. L'unico terrorista sopravvissuto alla strage di Parigi, Salah Abdeslam, è giunto al tribunale di Bruxelles per la prima udienza del processo relativo alla sparatoria avvenuta alla rue du Dries una settimana prima della fine della sua latitanza, finita a Molenbeek pochi giorni prima degli attentati di Bruxelles del 22 marzo 2016. L'uomo, da mesi detenuto in Francia in condizioni di massima sicurezza, è stato trasferito in segreto nella notte dal carcere di Fleury- Mérogis, alle porte di Parigi. Il suo avvocato, il belga Sven Mary, non ha rilasciato alcuna dichiarazione al suo arrivo in tribunale.

A PROCESSO ANCHE UN ALTRO TERRORISTA. Sotto un imponente dispositivo di sicurezza con elicotteri che sorvegliano, Abdeslam, 28 anni, è arrivato nella sala del processo insieme a Soufien Ayari, il 'terzo uomo' in fuga dal covo di Forest il 15 marzo 2016, dove durante una perquisizione legata agli attentati di Parigi del 13 novembre 2015 ebbe luogo una sparatoria con la polizia dove restò ucciso il 'secondo uomo' del gruppo che si nascondeva, Mohamed Belkaid. Abdeslam fu poi catturato dalla polizia il venerdì 18 marzo 2016.

SALAH RISCHIA DA 20 A 40 ANNI DI CARCERE. Dentro la sala dell'udienza è vietato filmare e scattare foto, su richiesta dei due accusati. In discussione ci sono le pene massime a cui potranno essere sottoposti i due, da 20 a 40 anni di detenzione a seconda di quale legge verrà applicata dato che nel frattempo è stata modificata. Inoltre deve essere valutata la costituzione di parte civile dell'associazione delle vittime del 22 marzo degli attentati di Bruxelles.

L'ALTRO UOMO COLLABORA CON LE INDAGINI. Salah Abdeslam continua a rifiutarsi di parlare, anche in sede processuale. Lo ha detto lo stesso terrorista, che ora ha capelli e barba lunga, alla giudice Marie-France Keutgen in occasione del processo sulla sparatoria avvenuta a Forest qualche giorno prima della sua cattura nel marzo 2016. L'altro accusato, Soufian Ayari, ha invece deciso di rispondere, almeno in parte, alle domande del magistrato, confermando di essere stato nel 'covo' di rue du Dries per «diverse settimane» e spiegando che si occupava di fare la spesa una volta a settimana con i soldi del 'terzo uomo', Belkaid. Fu sempre quest'ultimo, ha affermato Ayari, a sparare sulla polizia con due armi, non lui né Abdeslam. Ayari ha inoltre affermato che non aveva cellulari ma un tablet.

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