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8 Febbraio Feb 2018 1751 08 febbraio 2018

Siria, la mappa che spiega i fronti aperti della guerra

Le Sdf appoggiate dagli Usa contro Damasco e Isis a Deir el-Zor. Il regime contro i ribelli nella Ghuta orientale. I curdi contro la Turchia ad Afrin. Chi combatte chi nei cinque principali teatri del conflitto.

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I raid americani contro le forze governative siriane sono solo l'ultimo capitolo del conflitto più intricato della storia contemporanea. A sette anni dall'inizio della rivoluzione, poi diventata guerra civile e infine conflitto per procura influenzato dalle potenze regionali, la Siria è ancora frammentata in porzioni di territorio controllate da diversi soggetti. Dalla fine del 2016, due fattori hanno modificato gli equilibri di forza nel Paese. Da una parte, la quasi totale sconfitta dello Stato islamico (almeno a livello territoriale), che ha portato gli attori in campo a cambiare le loro priorità. Dall'altra, l'affermazione del fronte sciita composto dal regime siriano, dall'Iran e dalla Russia sulle opposizioni, sostenute da potenze regionali come Arabia Saudita, Qatar e Turchia. Contemporaneamente, la Turchia è entrata a gamba tesa nel conflitto con lo scopo di indebolire il suo nemico di sempre, i curdi, e impedire che questi arrivino a controllare il suo confine meridionale stabilendo una regione autonoma. I fronti di scontro principali, attualmente, sono la Ghuta (periferia Est di Damasco), Deir el-Zor e la valle del fiume Eufrate, Idlib e la sua provincia orientale, una sacca di resistenza dell'Isis a Nord di Hama e l'enclave curda di Afrin al confine con la Turchia.

1. Ghuta: regime contro ribelli

Sono ripresi intensi, dopo un periodo di relativa calma, i bombardamenti aerei e gli scontri sulla Ghuta orientale, la zona in mano ai ribelli a Est della capitale Damasco. I raid russo-governativi più intensi si registrano ad Arbin, una delle località chiave della Ghuta, dal 2012 fuori dal controllo governativo e da anni assediata.

2. Deir el-Zor: Sdf contro Isis e regime

Dopo essersi ritirato da Raqqa e Deir el-Zor verso Sud, lo Stato islamico ha mantenuto una presenza “a cellule” nella valle dell'Eufrate. Le Syrian Defence Forces, la coalizione curdo-araba sostenuta dagli Usa che ha il principale merito nella sconfitta del Califfato, stanno ancora combattendo contro gli jihadisti che ora agiscono in clandestinità. Inoltre, devono affrontare la pressione delle truppe lealiste, che cercano di riappropriarsi del territorio e soprattutto dei pozzi petroliferi di cui è ricca la zona. L'8 febbraio l'aviazione Usa ha bombardato posizioni del regime in risposta a una serie di attacchi contro basi delle Sdf.

3. Idlib: regime contro ribelli

Dopo la vittoria di Assad contro le opposizioni ad Aleppo sul finire del 2016, la città più importante in Siria rimasta in mano ai ribelli è Idlib, vicina al confine turco. È stato lo stesso regime a mettersi d'accordo per tutto il 2017 con i suoi avversari affinché lasciassero le diverse zone del Paese in cui erano assediati per concentrarsi qui. Molti osservatori hanno visto questa mossa come una strategia per concentrare più oppositori possibile in un punto solo, in modo poi da poterli attaccare con più facilità. È quello che sta succedendo dall'inizio del 2018, da quando l'asse regime-Russia-Iran ha dato il via all'offensiva da Est per riconquistare l'ultima roccaforte ribelle.

4. Hama: Isis contro regime

L'ultima sacca dello Stato islamico all'interno della Siria si trova a Nord della città di Hama, dove gli uomini del Califfo Abu Bakr al Baghdadi si sono intestati la ribellione contro Assad. Contemporaneamente all'offensiva su Idlib, il regime ha iniziato a colpire anche qui. Essendo una zona completamente circondata dai lealisti, è probabile che qui le forze di Damasco troveranno una resistenza minore rispetto a Idlib.

5. Afrin: curdi contro Turchia

Il 20 gennaio è iniziata l'offensiva turca contro i curdi siriani nella regione di Afrin. Mezzi terrestri e aerei da combattimento di Ankara bombardano a più riprese la regione transfrontaliera controllata dall'organizzazione curda Ypg, alleato chiave degli Usa nella guerra contro i terroristi dello Stato Islamico. La priorità di Recep Tayyip Erdogan è di impedire il formarsi di una regione curda sul suo confine meridionale. Per lo stesso motivo, nell'agosto del 2016 lanciò l'operazione Scudo dell'Eufrate, invadendo la zona tra Afrin e Kobane e impedendo così la continuità territoriale cercata dai curdi.

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