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12 Febbraio Feb 2018 1820 12 febbraio 2018

Cos'è il criptomining: la produzione abusiva di Bitcoin

Sono sempre di più gli hacker che sfruttano la potenza di calcolo dei computer per generare criptovalute, all'insaputa delle vittime. Colpita nel mondo un'azienda su cinque.

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Tra alti e bassi di quotazione, resta alto l'interesse per i Bitcoin e le criptovalute tanto che nei giorni scorsi Francia e Italia hanno scritto al G20 per valutarne i rischi. Al di là delle speculazioni e della mancanza di regole, a preoccupare è anche la crescita del crimine finanziario. Oltre ai furti di monete digitali dalle piattaforme di scambio (pochi giorni fa dall'italiana BitGrail, sono spariti circa 200 milioni di dollari), si fa sempre più strada il 'criptomining', cioè la produzione abusiva di queste valute. Si calcola che nel mondo un'azienda su cinque è colpita dagli hacker che sfruttano la potenza di calcolo dei computer per generare criptovalute, all'insaputa delle vittime.

A mettere insieme i dati è la società di sicurezza Check Point Software Technologies che ha stilato un rapporto relativo al periodo luglio-dicembre 2017. Si scopre, che il criptomining consente ai criminali informatici «di utilizzare fino al 65% della potenza di un processore dell'utente finale». «È diventato uno dei vettori di attacco preferito per generare introiti illegali», spiega Maya Horowitz, manager di Check Point, «anche se non vengono utilizzati virus completamente nuovi, la crescente popolarità e il valore dei Bitcoin ha portato a un significativo aumento nella loro distribuzione».

COLPITO IL GOVERNO BRITANNICO. Tra i virus malevoli più usati per questo scopo c'è 'Coinhive': è progettato per produrre la criptovaluta Monero quando un utente visita una pagina web, ovviamente senza la sua approvazione. È emerso nel settembre 2017 e ha già infettato il 12% delle aziende a livello globale. È proprio poche ore fa, dal sito della Bbc, l'esperto di sicurezza Scott Helme ha lanciato l'allarme che più di 4 mila siti, tra cui quelli del governo, sono stati colpiti da questo fenomeno. Tra l'altro, con effetto domino, una volta colpito un sito se ne infettano a catena fino a 5 mila.

CENTRO DI RICERCA NUCLEARE SOTTO ATTACCO IN RUSSIA. Altro episodio a dir poco sconcertante, quello che pochi giorni fa ha interessato alcuni scienziati russi che lavorano nel centro di ricerca nucleare (Vniief) di Sarov, città a 370 chilometri da Mosca. Sono stati arrestati perché hanno cercato di generare le criptovalute sfruttando il supercomputer del centro di ricerca. Un chiaro segnale che, visto la richiesta e il volume di scambi nel mondo, la produzione di criptovalute è una pratica che non si può più effettuare a livello amatoriale. Servono potenza di calcolo, elettricità a basso prezzo e infrastrutture dedicate.

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