Parkland
14 Febbraio Feb 2018 2108 14 febbraio 2018

Usa, sparatoria in una scuola in Florida: cosa sappiamo

Uomo apre il fuoco all'impazzata in un istituto di Parkland. Almeno 17 le vittime, decine i feriti. Fermato il killer: è un ex studente di 19 anni. Alunni e insegnanti a lungo barricati nell'edificio.

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Ancora una sparatoria in una scuola americana, ancora una volta una carneficina. Un ex studente, 19 anni, ha aperto il fuoco alla Marjory Stoneman Douglas high school di Parkland, in Florida. Almeno 17 persone hanno perso la vita, ma ci sono decine di feriti che versano in gravi condizioni e per questo il bilancio finale potrebbe essere ancora più drammatico.

MASCHERA ANTI-GAS E FUCILE D'ASSALTO. L'autore della sparatoria è stato preso in custodia della polizia: si tratta di Nikolas Cruz, descritto come «un ragazzo difficile». Ha aperto il fuoco utilizzando un fucile d'assalto indossando una maschera anti-gas. Secondo le autorità aveva ancora molte munizioni con sé.

Le forze dell'ordine hanno ordinato agli studenti di barricarsi all'interno degli edifici del campus. Sul posto sono giunti anche agenti del Fbi. Il campus si estende per una vasta area: la scuola accoglie infatti circa 3 mila studenti. «È una situazione terribile», ha detto il sovrintendente scolastico Robert Runcie alla Cbs, parlando di «giorno triste». Alcuni testimoni hanno raccontato che una professoressa sarebbe morta raggiunta dai colpi del killer mentre con il suo corpo proteggeva uno degli studenti.

Cruz era stato espulso dalla scuola a causa di una lite con il fidanzato della sua ex ragazza. Lo riportano i media americani citando alcuni studenti. Non solo, il 19enne in passato era stato violento con la giovane. Dopo la rottura della relazione ne era letteralmente ossessionato fino a diventarne stalker.

«VENIVA A SCUOLA SEMPRE ARMATO». La tragedia forse poteva essere evitata. Il killer, infatti, su Instagram non nascondeva certo la passione per le armi. In varie foto pubblicate Cruz appare armato di pistole e coltelli. Non solo: descriveva l'uso di armi come «una terapia». Gli investigatori parlano di immagini e frasi «inquietanti». Nel mirino del killer c'erano anche i musulmani. In quasi tutti i post il giovane indossa una maglietta nera e una sciarpa che copre parte del viso. «Qualunque cosa postasse riguardava armi. È malato», racconta un suo ex compagno di classe, mentre altri ricordano come il ragazzo entrasse a scuola sempre armato. È emerso inoltre che aveva avuto contatti tramite i social media con diversi gruppi legati alle armi e che ha partecipato a diverse chatroom su YouTube sulla produzione di bombe.

TRUMP: «CASI DEL GENERE VANNO SEMPRE SEGNALATI». Una personalità disturbata, quindi. Che per di più non nascondeva la sua ossessione per le armi. «C'erano molti segnali che lo sparatore fosse mentalmente disturbato, era stato perfino espulso da scuola per cattivo e stravagante comportamento», ha twittato il presidente Donald Trump. «I vicini e i compagni di classe erano consapevoli che costituisse un grande problema. Bisogna sempre segnalare questi casi alle autorità».

Con quella di giovedì in Florida sono almeno 19 le scuole americane in cui dall'inizio dell'anno si è verificata una sparatoria. I dati sono quelli di Everytown for gun safety, associazione che si batte per un maggior controllo sulla vendita delle armi da fuoco. Nel 2018 l'episodio più grave finora era stato quello del 23 gennaio scorso quando uno studente di 15 anni in un liceo del Kentucky uccise due altri studenti ferendone altri 20.

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