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La guerra di spie
Skripal Spia Avvelenata Russia Londra
13 Marzo Mar 2018 2138 13 marzo 2018

Ex spia russa avvelenata, resa dei conti tra Londra e Mosca

Polizia e servizi segreti britannici riapriranno i casi riguardanti le morti sospette negli ultimi anni nel Regno Unito. Trump telefona a May: «I russi devono dare risposte inequivocabili».

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Rullano i tamburi di guerra, anche se per ora è guerra di parole, fra Londra e Mosca sulla vicenda del tentato avvelenamento con un agente nervino dell'ex spia russa Sergei Skripal e di sua figlia Yulia. Una vicenda che si colora di nuovi misteri fra accuse incrociate, sospetti sempre più tenebrosi, minacce ormai incombenti di sanzioni e contro-sanzioni, ombre di rappresaglie diplomatiche e forse non solo (leggi anche: Ex spia russa collassata a Londra, cosa sappiamo).

OCCIDENTE AL FIANCO DELLA GRAN BRETAGNA. L'Occidente, intanto, si ricompatta al fianco del Regno Unito a colpi di dichiarazioni. L'ultimatum fissato il 12 marzo dalla premier Theresa May alla Russia, chiamata in causa come imputata «altamente probabile» dell'accaduto, è ormai scaduto. Ma di piegarsi il Cremlino non ci pensa proprio. Non solo non accetta di doversi giustificare dinanzi all'Opac, l'Organizzazione sulla proibizione delle armi chimiche, ma non intende nemmeno scegliere, come pretenderebbe la Gran Bretagna, tra il dichiararsi colpevole di aver ordinato di eliminare il traditore Skripal e l'aver "perduto" uno stock di agenti chimici.

LAVROV SMENTISCE OGNI ACCUSA. Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha liquidato come «immondizia» le accuse a carico del suo Paese. E non c'è niente di cui discutere fino a quando la Gran Bretagna non rivedrà il rifiuto di condividere le provette con la sostanza che dice di avere identificato grazie alle indagini dei servizi segreti. Si tratterebbe di un composto letale affine a quelli della classe novichok, concepiti nei laboratori sovietici fra gli Anni 70 e gli Anni 80.

VERSO UNA GUERRA DELLE SANZIONI. I toni bellicosi del parlamento di Westminster trovano il contraltare moscovita in quelli del presidente della Duma, Viaceslav Volodin, secondo il quale nell'attacco a Skripal è semmai «evidente che siano coinvolti i servizi segreti e le autorità britanniche». Insomma, muro contro muro su tutta la linea. E guerra delle sanzioni ormai inevitabile. Il capo del Foreign Office, Boris Johnson, voce dei 'falchi' anche in questa circostanza, ha ribadito che in assenza di «spiegazioni convincenti da parte della Russia su come è capitato che questo novichok sia finito nelle strade di Salisbury» una reazione dura sarà inevitabile. Johnson si è detto incoraggiato dal «forte sostegno» da parte degli alleati. Francia e Germania, attraverso Emmanuel Macron e Angela Merkel, si sono unite in effetti all'ultimatum britannico.

IL SOSTEGNO DI TRUMP A MAY. L'Unione europea ha accennato a possibili «risposte comuni» e lo stesso ha fatto la Casa Bianca. Donald Trump ha telefonato alla premier Theresa May, affermando che i russi devono «fornire risposte inequivocabili su come questo agente chimico, sviluppato in Russia, sia arrivato a essere utilizzato nel Regno Unito». Di sicuro c'è che Londra studia misure punitive non simboliche: "tagliole" per i patrimoni di uomini d'affari e funzionari ritenuti vicini a Vladimir Putin, una qualche forma di boicottaggio dei Mondiali di calcio di Russia 2018, una raffica di espulsioni. Si ipotizza inoltre di revocare la licenza a Russia Today Uk, sussidiaria britannica della tivù internazionale del Cremlino.

TROVATO MORTO ANCHE UN EX UOMO D'AFFARI RUSSO. Riaffiorano intanto sospetti anche su vecchi misteri, con la riapertura delle investigazioni sulla morte negli ultimi anni in Gran Bretagna di 14 persone legate a vario titolo alla Russia. Casi a suo tempo archiviati da Scotland Yard come quello del chiacchierato oligarca Boris Berezovski, divenuto nemico giurato del Cremlino dai primi Anni 2000, ma su cui la ministra dell'Interno, Amber Rudd, ammette ore di volerci vedere più chiaro. A maggior ragione dopo l'ennesima morte d'un russo espatriato a Londra: l'ex uomo d'affari 69enne Nikolai Glushkov, antico sodale di Berezovski in varie trame, trovato senza vita il 13 marzo nella sua residenza. Le cause? Non ancora spiegate.

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