Lula, sentenza Corte è parte del golpe
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6 Aprile Apr 2018 2138 06 aprile 2018

Lula, bocciato l'ultimo ricorso: deve andare in carcere

Scaduto l'ultimatum del giudice: entro le 22 ora italiana l'ex presidente del Brasile era obbligato a costituirsi. Ma non lo ha fatto e si è rifugiato nella sede del sindacato Abc. I suoi avvocati negoziano la consegna alla polizia.

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Il Tribunale Superiore di Giustizia brasiliano ha respinto la richiesta di habeas corpus presentata dagli avvocati dell'ex presidente Lula. La difesa chiedeva di sospendere l'ordine di carcerazione emesso il 5 aprile dal giudice Sergio Moro, con cui veniva intimato all'ex leader del Partito dei Lavoratori di costituirsi entro le 22 ora italiana del 6 aprile. L'ultimatum è scaduto e l'ex presidente è ufficialmente ricercato: deve iniziare a scontare i 12 anni di pena che gli sono stati inflitti per corruzione e riciclaggio.

Lula si è rifugiato nella sede del sindacato metallurgico Abc di Sao Bernardo dos Campos, alla periferia di San Paolo, dove ha ricevuto la visita di dirigenti politici venuti a manifestare la loro solidarietà. Ricardo Kotscho, ex addetto stampa di Lula, ha confermato al quotidiano Folha de Sao Paulo che l'ex presidente non intende consegnarsi.

LA POLIZIA DICE DI NON VOLER INTERVENIRE. La polizia federale brasiliana ha fatto sapere che per il momento non intende arrestare Lula, protetto da una folla di sostenitori, perché non ci sono le necessarie condizioni di sicurezza e intervenire potrebbe essere pericoloso. Gli avvocati dell'ex presidente stanno negoziando i termini in cui si consegnerà alle autorità. A dirlo alla stampa sono stati due senatori, Humberto Costa e Jaoa Capiberibe, uscendo dalla sede del sindacato Abc.

IL PROCESSO CHE HA ROVINATO LULA. Lula, paladino dei diseredati brasiliani, è stato rinviato a giudizio in sei procedimenti. Il primo, quello su cui l'habeas corpus è stato respinto, riguarda la compravendita di un attico di 240 metri quadrati a Guarujá, sul litorale di San Paolo, con relativi lavori di restauro, per un valore di 2,4 milioni di reais (circa 800 mila euro). L’appartamento, secondo i giudici, era la tangente offerta a Lula dalla società di costruzioni Oas per l’assegnazione di una serie di appalti da parte della Petrobras, l’azienda petrolifera statale brasiliana.

PERSI TUTTI I RICORSI. In primo grado Lula è stato condannato a 9 anni e sei mesi. In appello la pena è stata aumentata a 12 anni e 1 mese. L'ex presidente ha provato a fare ricorso in altri due Tribunali, ma solo per motivi formali. Li ha persi entrambi e il verdetto non è mai cambiato (leggi anche: Lula condannato in appello, un miraggio il terzo mandato).

(ultimo aggiornamento alle ore 23:00 del 6 aprile 2018)

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