Orban
9 Aprile Apr 2018 0801 09 aprile 2018

Ungheria, Orban conquista il terzo mandato

Vittoria schiacciante del partito Fidesz con il 50% dei consensi. Il premier: «Difenderò il Paese». Salvini si congratula: «Spero di incontrarlo presto da presidente del Consiglio». Meloni: «Modello che vogliamo seguire».

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Il premier ungherese Viktor Orban ha vinto in maniera schiacciante le elezioni, conquistando il suo terzo mandato consecutivo dal 2010. Alle urne si è registrata un'affluenza da record, la più alta dalla caduta del comunismo. Il partito Fidesz conserva la maggioranza assoluta in parlamento con circa il 50% dei consensi. Secondo il partito Jobbik con il 20%, terza l'alleanza socialisti-verdi con il 12%. Il leader della Lega, Matteo Salvini, si è congratulato su Twitter per il risultato ottenuto da Orban: «Spero di incontrarla presto da presidente del Consiglio» (leggi anche: Il modello Orban, così vince l'Europa identitaria e integralista).

Per tutta la giornata di domenica 8 aprile ci sono state lunghe code davanti ai seggi elettorali, un'affluenza mai vista in Ungheria. La grande partecipazione aveva fatto ipotizzare agli analisti una buona affermazione delle forze di opposizione, che avrebbero potuto far perdere la maggioranza assoluta a Fidesz. Cosa che non è avvenuta.

AFFLUENZA DEL 70%. Fino alla chiusura dei seggi, alle 19, circa 5,5 milioni di elettori sono andati alle urne, il 70%, contro un affluenza del 61,73% nel 2014. I candidati in lizza erano 1.547 per 199 seggi. Fidesz e il suo alleato, il partito cristiano democratico, ne hanno conquistati 133. Il secondo posto è andato allo Jobbik di Gabor Vona, partito conservatore nazionalista, ma non più euroscettico, che aveva promesso una lotta contro la corruzione generalizzata attribuita a Orban. A seguire l'alleanza socialista-verde (Mszp-P) e le altre formazioni politiche.

LA CAMPAGNA CONTRO L'IMMIGRAZIONE. «La vittoria», ha detto a caldo Orban, che ha festeggiato il risultato con i suoi sostenitori, «è un'opportunità per difendere l'Ungheria». A premiarlo, secondo gli osservatori, è stato soprattutto il martellamento andato avanti per mesi, anche attraverso i media pubblici da lui controllati, circa il «pericolo mortale» che starebbe minacciando il Paese: l'arrivo di migliaia di migranti musulmani, con il ricollocamento obbligatorio voluto dall'Unione europea. «Dobbiamo decidere bene, perché sbagliando non ci sarà più modo di riparare, rischiamo di perdere l'Ungheria, che diventerà un Paese di immigrati», aveva detto ancora il giorno delle elezioni. Un messaggio che ha evidentemente raccolto il favore dell'elettorato.

JUNKER SCRIVERÀ A ORBAN. «L'Unione europea è un'unione di democrazia e di valori e la difesa di questi valori e principi è un dovere comune di tutti gli Stati membri, senza alcuna eccezione», ha invece commentato il portavoce del presidente della commissione Ue Jean-Claude Juncker, Margaritis Schinas. Che poi ha aggiunto: «Juncker scriverà una lettera per complimentarsi con Orban», aggiungendo che «la commissione non vede l'ora di collaborare con il governo ungherese su molte questioni di interesse comune».

MELONI: «È IL MODELLO CHE VOGLIAMO SEGUIRE». Restando in Italia alle congratulazioni di Salvini ha fatto eco la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni: «I patrioti europei festeggiano la conferma di Viktor Orban alla guida dell'Ungheria. Difesa dell'identità, lotta all'islamizzazione forzata, contrasto alla speculazione finanziaria e al globalismo: è il modello che Fratelli d'Italia vuole seguire anche in Italia».

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