Fecebook: affonda a Wall Street, -5,20%
Cambridge Analytica
Zuck Camera
11 Aprile Apr 2018 1631 11 aprile 2018

Facebook, l'audizione di Zuckerberg alla Camera degli Stati Uniti

Secondo giorno al Congresso per il fondatore del social network. Che rivela: «Il mio profilo era nel dataset di Cambridge Analytica». Poi apre a interventi del legislatore: «Nuove regole inevitabili, ma occorre attenzione».

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Il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, è in aula alla Camera degli Stati Uniti per il suo secondo giorno di audizioni sul caso Cambridge Analytica. Il 10 aprile l'amministratore delegato del social network è stato messo sotto torchio per cinque ore al Senato ed è apparso molto teso.

Facebook CEO Mark Zuckerberg is scheduled to testify before the United States House of Representatives committee on...

Geplaatst door Rappler op woensdag 11 april 2018

Nel corso della sua nuova audizione, Zuckerberg ha rivelato che anche il suo profilo era finito nel dataset della società britannica, accusata di aver influenzato il referendum sulla Brexit e le elezioni presidenziali americane. Le domande dei deputati ruotano attorno allo stesso tema già affrontato dai senatori: l'idea che Facebook sia diventato troppo grande e troppo potente, dunque che sia necessario imporre nuove regole per tutelare la privacy degli utenti.

LA NECESSITÀ DI NUOVE REGOLE. Su questo punto, Zuckerberg ha risposto così: «Credo che sia inevitabile la necessità di alcune regole, ma il legislatore deve stare attento. Perché tali regole potrebbero essere facilmente rispettate da una grande compagnia, ma potrebbero mettere in seria difficoltà una piccola startup». Del resto, rispondendo alla prima domanda posta dal repubblicano Gregory Walden su quale sia la vera natura di Facebook, l'ad ha detto: «Siamo una compagnia tecnologica, ma sicuramente abbiamo delle responsabilità sui contenuti che compaiono sulle nostre piattaforme».

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