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FRONTIERE
12 Aprile Apr 2018 0900 12 aprile 2018

Siria, nella guerra di missili Usa-Russia Trump perderà la fase 2

L'America non può contare su oppositori credibili al regime di Assad. Né ha la forza militare per imporli. Una debolezza strategica difficilmente ribaltabile e che avvantaggia Putin.

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Non è difficile prevedere cosa accadrà da qui a poco sui cieli della Siria: Donald Trump e Vladimir Putin combatteranno per la prima volta dalla guerra di Corea un conflitto missilistico l’un contro l’altro armati: missili lanciati da navi da guerra Usa intercettati - forse - da missili lanciati da navi da guerra russe. Una novità preoccupante e sconvolgente che innescherà una fase caotica in Medio Oriente e avrà conseguenze imperscrutabili su scala planetaria.

ANCHE ISRAELE PUÒ INSERIRSI. In Medio Oriente nulla esclude che Israele si inserisca nella guerra missilistica russo-americana e affianchi la sua aviazione e i suoi missili a quelli di Trump - diretti verso i gangli militari di Assad e forse addirittura verso il suo palazzo presidenziale - per eliminare quanti più possibile dei 20 mila missili su suolo siriano a disposizione di Hezbollah e dei Pasdaran iraniani a ridosso della sua frontiera.

SU ASSAD MEDIAZIONE IMPOSSIBILE. Su scala mondiale le conseguenze del conflitto diretto tra missili Usa e missili russi possono essere gravissime, a meno che i due presidenti non si vedano al più presto per tentare di ricomporre la situazione. Ma qui è il problema: dato che lo scontro deflagra su Assad e sul suo regime, non è possibile trovare una mediazione. Per la Russia e per l’Iran, lo si è visto negli ultimi due anni, la continuità del regime del "macellaio" di Damasco è imprescindibile.

Sul terreno della Siria Trump si trova invischiato in un pasticcio terribile di cui un inqualificabile Pentagono e Obama sono responsabili

Ma gli Usa, a causa della demenziale strategia di Barack Obama, purtroppo perseguita da un anno da Trump, non hanno disponibile nessuna alternativa ad Assad e men che meno hanno la forza militare per imporla. Peggio ancora, i 2 mila militari americani che presiedano Manbji, nel Nord-Est curdo della Siria, difendono un alleato indifendibile, i curdi del Pkk-Ypg, alleati di Assad e giustamente considerati terroristi dalla Turchia di Erdogan che si appresta ad attaccarli. Dunque sul terreno della Siria Trump si trova invischiato in un pasticcio terribile (di cui un inqualificabile Pentagono e Obama sono responsabili) e non può contare su oppositori credibili di Assad né sul piano militare né sul piano politico.

DEBOLEZZA DELL'ARABIA SAUDITA. La conseguenza della straordinaria debolezza sul terreno siriano degli Usa e del suo alleato, l’Arabia Saudita, ha una conseguenza netta: la fase due - quanto accadrà cioè dopo il lancio di missili americani sulle roccaforti del regime di Assad - è avvolta nelle nebbie e nell’incertezza. Una debolezza strategica che avvantaggia Putin e che difficilmente Trump potrà ribaltare.

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