Pell
1 Maggio Mag 2018 1038 01 maggio 2018

Pedofilia, il cardinale Pell rinviato a giudizio: cosa sappiamo

Il tribunale di Melbourne ha deciso che il porporato sarà processato per abusi sessuali. Interrogato dai magistrati il religioso si è detto «Non colpevole». Il Vaticano: «Prendiamo atto. Continua il congendo di Sua Eminenza».

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Il cardinale George Pell sarà processato in Australia per abusi sessuali. Lo ha deciso il 1 maggio il tribunale di Melbourne. Il porporato australiano, a 76 anni il più anziano funzionario Vaticano coinvolto nello scandalo pedofilia, sarà processato con l'accusa di aver abusato sessualmente di diverse vittime alcuni anni fa. Il magistrato Belinda Wallington ha respinto alcune delle accuse che erano state ascoltate durante l'udienza preliminare di quattro settimane fa a Melbourne, ma ha deciso che ci sono comunque elementi sufficientemente forti da giustificare un processo davanti a una giuria. Quando ha chiesto a Pell come si dichiarasse, il cardinale si è alzato e ha detto con voce ferma: «Non colpevole».

PELL: «MI DIFENDERO'». Il cardinale si è detto non colpevole: in una nota pubblicata sul sito della diocesi di Sidney si ricorda che Pell «ha sempre collaborato con la Polizia di Victoria e ha costantemente ribadito la sua innocenza. È tornato volontariamente in Australia per difendersi da queste accuse. Si difenderà dalle rimanenti accuse» dopo che ne sono decadute la metà, si riferisce nella nota, nel corso dell'istruttoria.

IL VATICANO: «PRENDIAMO ATTO». Lo afferma il direttore della sala stampa vaticana Greg Burke ha spuegato che la Santa Sede «ha preso atto della decisione emanata dall'autorità giudiziaria in Australia riguardante Sua Eminenza il Cardinale George Pell. L'anno scorso il Santo Padre gli aveva concesso un periodo di congedo per potersi difendere dalle accuse che gli erano state contestate. Tale disposizione rimane tuttora valida».

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