Souad
5 Maggio Mag 2018 2049 05 maggio 2018

Il sogno di Souad: diventare il primo sindaco donna di Tunisi

Souad Abderrahim, 54 anni, farmacista, è la candidata del partito islamico moderato Ennhada. Sfiderà 10 uomini. Non porta il velo, indossa spesso tailleur con i pantaloni e potrebbe diventare la prima donna sindaco della capitale. 

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Sette anni dopo la rivoluzione che portò alla cacciata di Ben Ali, la Tunisia potrebbe sorprendere ancora nella strada verso una compiuta e piena democrazia. Il 6 maggio si vota per le elezioni amministrative e gli occhi sono puntati sulla sfida per la capitale, Tunisi, che potrebbe per la prima volta nella sua storia eleggere un sindaco donna.

LA FARMACISTA CON LA PASSIONE POLITICA. Souad Abderrahim ha 54 anni, è una farmacista ed è la candidata del partito islamico moderato Ennhadha. Sfiderà 10 candidati, tutti uomini. Secondo diversi analisti Souad, che non porta il velo, indossa spesso tailleur con i pantaloni e ha fatto una campagna elettorale tutta in strada, tra le persone, gode di un discreto consenso e potrebbe anche spuntarla.

Dopo la rivoluzione dei gelsomini del 2011, che pose fine al regime di Ben Alì rimasto in carica per 23 anni e diede l'impulso a quella che è stata definita "primavera araba", la Tunisia ha affrontato una lunga e complessa transizione verso un sistema pienamente democratico.

LA GRANDE SFIDA. La nuova Costituzione - approvata dalla costituente di cui faceva parte anche Abderrahim - nel 2014 ha introdotto il principio della parità di diritti e doveri e dell'uguaglianza tra i cittadini e le cittadine. Quelle del 6 maggio sono le prime amministrative dal 2011. E potrebbero portare per la prima volta alla guida di una capitale araba una donna. «Aspiro alla carica di sindaco della città di Tunisi, un posto finora riservato agli uomini. Inoltre, questa è la prima volta che viene eletto il sindaco della città di Tunisi, è stato sempre nominato dal Presidente della Repubblica», ha detto Souad all'annuncio della sua candidatura.

«SPERO DI ESSERE ORGOGLIO PER LE DONNE». Parlando con l'Associated Press, la candidata ha spiegato di vivere questa partita come una "sfida" che dovrebbe essere «fonte di orgoglio per le donne tunisine», sottolineando che queste elezioni non dovrebbero soffrire di «alcuna discriminazione basata sul genere».

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