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5 Maggio Mag 2018 1247 05 maggio 2018

Russia: proteste anti-Putin, fermi in molte città

La manifestazione "Per noi non è lo zar" è stata organizzata in vista dell'insediamento al Cremlino del presidente. Fermate oltre 1.000 persone, di cui 475 a Mosca: tra loro la mente dei cortei, Navalny.

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Sono oltre 1.600, secondo l'ong Ovd-Info, le persone fermate dalla polizia in Russia nel corso delle proteste anti-Putin "Per noi non è lo zar". Tra loro c'è anche l'attivista Alexey Navalny, che della manifestazione è stato l'organizzatore. I cortei sono iniziati attorno alle 11.30 del 5 maggio, in diverse città del Paese, in vista dell'insediamento al Cremlino di Vladimir Putin per il suo quarto mandato presidenziale, ufficialmente previsto lunedì, a meno di due mesi dal trionfo elettorale del leader russo alle Presidenziali. Centinaia di manifestanti hanno sfilato da Tomsk a Barnaul, da Chelyabinsk a Krasnoyarsk, da San Pietroburgo a Mosca.

Proprio nella capitale, dove il corteo è partito alle 14 (le 13 in Italia) nonostante il divieto delle autorità, sono state fermate 475 persone, tra cui Navalny. Sempre a Mosca, un gruppo di nazionalisti pro-Cremlino del movimento Nod (Movimento di liberazione popolare) si è schierato in piazza Pushkin in mezzo ai manifestanti. I due gruppi si sono sfidati a colpi di slogan. "Putin. Patria. Libertà", urlavano i nazionalisti. "Russia senza Putin" scandivano in coro i dissidenti, molto piu numerosi. Nonostante gli attimi di tensione, non si sono registrati scontri. La polizia ha però fermato i partecipanti alla manifestazione anti-Putin provocando un fuggi-fuggi tra i dimostranti.

A San Pietroburgo, invece, contro i manifestanti che hanno sfilato lungo la Prospettiva Nevsky la polizia avrebbe usato i manganelli.

DIVERSI GIORNALISTI ARRESTATI. Secondo i media russi, tra le persone fermate ci sono almeno cinque giornalisti. L'ong Ovd-Info fa sapere che a Mosca sono stati fermati i giornalisti Oksana Gandziuk, della tv d'opposizione Dozhd, e Ilia Gorshkov e Aleksandr Antiufeev, di Daily Storm. I tre avevano al collo la 'Press card'. La radio Eco di Mosca riferisce del fermo del fotoreporter di Novaia Gazeta Mikhail Grebenshikov. Radio Liberty inoltre fa sapere che anche una sua collaboratrice è stata fermata.

UE: ARRESTI MINACCIANO LIBERA' FONDAMENTALI. Nella serata di sabato, sugli arresti in Russia è intervenuta anche l'Unione Europa: una minaccia «alle libertà fondamentali di espressione, associazione e assemblea», «alla libertà di stampa», ha detto un portavoce dell'Alto rappresentante Federica Mogherini, sottolineando che «anche se alcune delle manifestazioni non erano autorizzate, questo non può giustificare la brutalità della polizia e gli arresti di massa». L'Ue «si aspetta che le autorità russe rispettino pienamente gli impegni internazionali che la Russia ha preso» in materia e che «rilascino senza indugio i manifestanti pacifici e i giornalisti».

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