Malesia
7 Maggio Mag 2018 1523 07 maggio 2018

Elezioni in Malesia: l'opposizione sogna il sorpasso

In calo il partito di governo Bn, al potere da sessant'anni. Il primo ministro Najib Razak al centro di uno scandalo corruzione. Il voto il 9 maggio.

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Un partito di governo al potere da sessant'anni, ma in calo, contro un'opposizione rafforzata da un anziano ex premier che ha ancora un forte seguito tra la popolazione. In questo quadro, la Malesia va al voto il 9 maggio per rinnovare il Parlamento e scegliere il nuovo governo, in elezioni che sembrano sempre più un referendum popolare sull'esecutivo di Najib Razak, primo ministro al centro di un colossale scandalo di corruzione. L'esito potrebbe andare da un inedito cambio al vertice a un rinnovato giro di vite contro il dissenso. I due blocchi di potere che si sfidano sono la coalizione del Barisan Nasional (Bn) e l'alleanza d'opposizione Pakatan Harapan (Ph), guidata dall'ex "uomo forte" Mahathir Mohamad, sempre combattivo nonostante i suoi 92 anni.

LO SCANDALO DEL FONDO 1MDB. Il Bn ha il suo elettorato di riferimento nella maggioranza musulmana malay (oltre due terzi della popolazione), che sostiene il Bn per la difesa dei privilegi assegnati ai malay in quanto "popolo originario", mentre l'opposizione è forte tra la minoranza cinese (24 per cento) e quella indiana (7 per cento), ma ha accresciuto il suo consenso anche tra i malay, specie tra i più giovani. La campagna elettorale è stata piena di colpi bassi. Lo scandalo legato alla gestione del fondo sovrano 1MDB, sulla quale diversi Paesi indagano per appropriazione indebita, è stato sfruttato per attaccare Najib, che era peraltro uno dei fidati "delfini" di Mahathir, quando quest'ultimo era al potere tra il 1981 e il 2003. Anche la moglie del premier, nota per il suo gusto del lusso, è stata bersagliata dal Ph.

PRECARIO EQUILIBRIO ETNICO. Paradossalmente, Mahathir ha preso la guida dell'opposizione dopo la condanna per sodomia - considerata una persecuzione politica - del suo leader Anwar Ibrahim, in passato vicepremier imprigionato una prima volta proprio nell'era Mahathir. L'esito del voto è atteso con ansia anche per le possibili ripercussioni sul precario equilibrio tra le tre componenti etniche. Per aumentare la sua popolarità, Najib ha anche fatto leva sui valori conservatori islamici, col rischio di aumentare le contrapposizioni religiose. Ma una vittoria del governo viziata da temuti brogli sarebbe un ennesimo segnale della crescita dell'autoritarismo nel Sud-est asiatico, sulla scia della Thailandia e delle Filippine, e anche sull'esempio fornito da Donald Trump sulle "fake news": il governo di Najib ha reso la loro diffusione punibile con sei anni di reclusione. Rimane da vedere se userà il provvedimento anche per mettere sotto silenzio le critiche.

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