Mered
9 Maggio Mag 2018 2004 09 maggio 2018

In carcere da due anni per traffico di uomini: «Il Dna lo scagiona»

Il cittadino eritreo catturato nel 2016 e accusato di essere il criminale internazionale Medhanie Yehdego Mered sostiene di essere Medhanie Tesfamariam Berhe. E ora il confronto genetico con il figlio del vero ricercato potrebbe essere la prova che è incarcerato ingiustamente.

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Il Dna del figlio di uno dei trafficanti di uomini più ricercati al mondo dimostra che l'uomo che ha passato quasi due anni in una prigione italiana in attesa di processo è in realtà la vittima di uno scambio d'identità. Lo fa sapere il Guardian. Gli inquirenti siciliani annunciarono la cattura del trafficante eritreo Medhanie Yehdego Mered a Khartoum nel giugno 2016, definendolo l'«arresto dell'anno».

Poco dopo la diffusione delle sue fotografie, amici e parenti avevano detto alle autorità del supposto scambio di persona, sostenendo che la persona in cella era in realtà Medhanie Tesfamariam Berhe, un rifugiato eritreo. In questi due anni prove presentate dalla famiglia di Berhe e dalla moglie di Mered, Lidya Tesfu, hanno rafforzato il sospetto che dietro alle sbarre ci sia in questo momento un uomo innocente.

TEST INCROCIATO DEL DNA. Ad aprile, l'avvocato di Berhe si è recato in Svezia, dove la Tesfu vive con il figlio di Mered, Raei Yehdego Mered. L'analisi incrociata del Dna della persona detenuta e di Raei Yehdego ha dimostrato che i due non hanno rapporti di parentela. Nonostante le ultime prove presentate, gli inquirenti italiani continuano a insistere di avere in custodia il trafficante di uomini.

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