Sudan Sposa Bambina
11 Maggio Mag 2018 1911 11 maggio 2018

Sudan, sposa bambina condannata a morte per aver ucciso il marito

Una ragazza è stata condannata per aver tolto la vita al suo carnefice che nel 2015 l'aveva stuprata. Gara di solidarietà per cercare di salvarla. Si attende la sentenza di appello.

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Costretta dalla famiglia a sposarsi a soli 13 anni. Stuprata dal marito con la complicità del fratello e di due cugini. Ora rischia di essere impiccata per non aver voluto subire violenza una seconda volta. È la terribile storia di Noura Hussein, 19 anni, condannata a morte per aver ucciso con una coltellata il suo stupratore. L'ennesima vittima di un paese, il Sudan, in cui è legale sposarsi a 10 anni e non è illegale violentare la propria moglie.

LA MOBILITAZIONE CORRE SUI SOCIAL. Abbandonata dalla famiglia, che prima l'ha buttata tra le braccia di un mostro e poi l'ha consegnata alla polizia, Noura nelle ultime settimane ha scatenato una vasta mobilitazione nazionale e internazionale. Su Twitter gli hashtag #JusticeforNoura e #SaveNoura sono sempre più popolari e in migliaia hanno già firmato una petizione pubblicata su change.org chiedendo la scarcerazione della ragazza.

GIA' PRESENTATO IL RICORSO. «Gli avvocati, Adil Mohamed Al-Imam e Mohaned Mustafa Alnour, hanno già presentato ricorso contro la sentenza», ha raccontato Antonella Napoli, presidente di Italians for Darfur che lanciato un appello per salvare la giovane rinchiusa nella prigione femminile di Omdurman. «Se il ricorso non venisse accolto, Noura finirà sul patibolo per essere impiccata», ha sottolineato Napoli, che è in contatto diretto con i legali. «Noura è sotto choc per la condanna a morte», ha detto alla Cnn l'avvocato Al-Imam che si è già occupato del caso di Meriam Ibrahim, la donna incinta all'ottavo mese salvata dalla lapidazione per apostasia.

STUPRO AVVENUTO CON LA COMPLICITA' DI ALTRI TRE UOMINI. Al-Imam ha raccontato che dopo le nozze nel 2012 la ragazzina riuscì a scappare da una zia e a non 'consumare' il matrimonio. Ma due anni dopo i genitori l'hanno rispedita a casa del marito ed è allora che lo stupro è avvenuto. «Il fratello e due cugini del marito le tenevano testa e gambe a terra dopo averla schiaffeggiata», è l'agghiacciante racconto dello stupro nelle parole dell'avvocato. Quando il giorno dopo stava per ripetersi la stessa violenza la quindicenne ha impugnato un coltello e pugnalato il marito.

GLI ATTIVISTI: «NON SI PARLA MAI DEGLI STUPRI». Il caso di Noura non è isolato in Sudan ma è la prima volta che una storia del genere ha un'eco internazionale. «Lo stupro da parte del coniuge è una violenza ricorrente in questo paese ma non se parla mai», ha spiegato Ahmed Elzobier, ricercatore di Amnesty International. L'ultima parola adesso spetta ai giudici. «Giovedì scorso un tribunale di Omdurman ha condannato a morte Noura per aver ucciso il suo stupratore», si legge nella petizione lanciata da Italians for Darfur su change.org Italia. «Raccogliamo quante più firme possibile da inviare al presidente del Sudan Omar Hassan al Bashir per chiedere la grazia e l'immediata liberazione».

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