Kim Jong-un Donald Trump
Tensione
15 Maggio Mag 2018 2048 15 maggio 2018

La Corea del Nord minaccia di annullare il summit con Trump

Pyongyang addita le esercitazioni militari tra Usa e Corea del Sud come continuo motivo di tensioni. Cancellati i previsti colloqui con Seul.

  • ...

Dopo settimane di idillio, l'incantesimo tra Pyongyang e Washington sembra spezzarsi. La Corea del Nord ha cancellato i previsti colloqui del 16 maggio con Seul che fanno seguito al vertice dei leader delle Coree del mese scorso e ha minacciato di annullare il summit del 12 giugno a Singapore tra Kim Jong-Un e Donald Trump. Il motivo addotto da Pyongyang, ha riferito l'agenzia di stampa sudcoreana Yonhap, sono le esercitazioni militari in corso tra l'aviazione americana e sudcoreana.

LA CASA BIANCA: «VERIFICHEREMO». «Una prova», ha accusato Pyongyang, «per l'invasione del Nord è una provocazione». La Casa Bianca, così come il Dipartimento di Stato ed il Pentagono, sono stati «colti di sorpresa» dall'inaspettata presa di posizione della Corea del Nord. «Non abbiamo informazioni precise su questo», si è limitata a dire la portavoce del Dipartimento di Stato Heather Nauert, «dobbiamo verificare». Intanto, ha aggiunto, «andiamo avanti col lavoro per pianificare l'incontro tra Trump e Kim». Naturalmente, il presidente americano è stato subito informato e in queste ore frenetici sono gli incontri tra funzionari di Casa Bianca, Dipartimento di Stato e Pentagono per valutare la situazione ed eventualmente la risposta da dare a Pyongyang.

SEUL: «POSIZIONE DEPLOREVOLE». Il Sud intanto ha giudicato «deplorevole» la decisione unilaterale di annullare il dialogo di alto livello di oggi al villaggio di confine di Panmunjom, motivata come risposta alle manovre militari aeree congiunte di Seul e Washington. Come riferito dal ministero dell'Unificazione che ha annunciato l'invio di una nota di protesta al Nord su una mossa «non in linea con la Dichiarazione» congiunta dei leader dei due Paesi al summit del 27 aprile con la richiesta di riprendere i colloqui «velocemente».

INIZIATO LO SMANTELLAMENTO DEL SITO NUCLEARE. La minaccia della Corea del Nord appare tanto più incomprensibile perchè è arrivata mentre Pyongyang ha cominciato a smantellare il sito settentrionale dei suoi sei test nucleari di Punggye-ri, prima della cerimonia ufficiale di chiusura del 23-25 maggio prossimi davanti a esperti e media internazionali, proprio in vista del delicato summit di Singapore. L'indicazione dei militari di Seul, maturata a stretto giro dalla stessa lettura data alle immagini dei satelliti commerciali da 38 North, think tank della Johns Hopkins University di Washington, è stata motivata come «lavori preparatori» in corso, ha affermato Roh Jae-cheon, portavoce del Comando di Stato maggiore congiunto sudcoreano senza fornire dettagli.

CHIUSURA ANNUNCIATA IL 27 APRILE. La chiusura del sito, annunciata dal leader Kim Jong-un al presidente sudcoreano Moon Jae-in nel vertice del 27 aprile, è un gesto di apertura apprezzato da Trump per superare lo scontro con Seul e Washington e arrivare alla denuclearizzazione possibile, ma è stata criticata da alcuni osservatori che hanno ipotizzato un retroscena ben diverso: la vasta area e i tunnel scavati non sarebbero più utilizzabili dopo l'ultimo test di settembre 2017 che avrebbe, come suggerito da una recente ricerca pubblicata sulla rivista Science di studiosi di Cina, Germania, Singapore e Stati Uniti, portato al collasso il sovrastante monte Mantap, abbassatosi di circa mezzo metro.

LE IMMAGINI SATELLITARI CONFERMANO. Su 38 North, invece, sono menzionati parte degli interventi fatti per abbattere gli edifici di supporto e la rimozione dei carrelli da miniera. «Le foto dei satelliti commerciali dal 7 maggio hanno dato una prima e definitiva evidenza che lo smantellamento del sito dei test è in corso», si legge sul sito del think tank. Le operazioni hanno riguardato le strutture fuori dai portali Nord, Ovest e Sud. Restano in piedi gli edifici del Centro di comando e della Principale area amministrativa, mentre gli ingressi dei tunnel sono intatti: una situazione forse da legare all'annuncio della Kcna del 12 maggio sulla chiusura «pubblica» che vedrà «il collasso dei tunnel con esplosioni, il blocco delle entrate e la rimozione delle strutture d'osservazione e degli edifici di ricerca e della sicurezza».

KIM: «NO A UNO STOP AL NUCLEARE UNILATERALE». Ma da Nord arrivano nuove stoccate agli Usa soprattutto sul piano nucleare. Il presidente americano Donald Trump sarà un «leader fallimentare» se segue i suoi predecessori. E in tal caso non c'è alcun interesse a tenere il summit tra leader il 12 giugno se basato sulla richiesta unilaterale di rinunciare agli armamenti nucleari. È stato il messaggio di Pyongyang diffuso dalla Kcna. Il Paese, fanno sapere, «non rinuncerà mai al nucleare in cambio di aiuti economici e interscambio con gli Usa». In altri termini, «il modello di denuclearizzazione stile Libia è inaccettabile».

PYONGYANG: «COLLOQUI SIANO SINCERI». Pyongyang, ha affermato il vice ministro degli Esteri Kim Kye-gwan, non è interessata ad avere colloqui sul nucleare «che ci spingono in un angolo e ci costringono a rinunciare all'arsenale atomico. Sarebbe inevitabile riconsiderare come rispondere al prossimo summit con gli Usa». Kim ha chiesto a Washington negoziati basati sulla sincerità che potrebbero incontrare «una risposta adeguata» del Nord, accantonando invece i metodi precedenti sulla denuclearizzazione tra cui quelli usati per la Libia, dato che è «insensato» la comparazione con un Paese il cui stato nel nucleare era in fasi preliminari, mentre Pyongyang dispone già di un arsenale.

«NON CERCHIAMO SOSTEGNO ECONOMICO DAGLI USA». Ribadendo la visione di una penisola priva di nucleare a uso militare, Kim ha riaffermato la richiesta di assicurazioni sulla sicurezza chiedendo agli Usa di porre fine alla politica ostile contro il Nord facendo leva anche sulla minaccia nucleare. «È stato detto che gli Usa daranno compensazioni economiche e benefici se abbandoniamo il nostro nucleare. Ma non abbiamo mai cercato sviluppo economico puntando sugli Usa con un accordo del genere», ha concluso Kim.

GIORNALISTI INVITATI AL NORD. Al momento, la Corea del Nord ha invitato otto giornalisti di Seul a seguire le operazioni della prossima settimana, ha reso noto il ministero dell'Unificazione di Seul. Saltato l'incontro tra Sud e Nord, il primo di alto livello dal vertice del 27 aprile nel quale i leader Moon e Kim si sono impegnati a fermare le ostilità, resta da vedere ora quanto sia credibile la minaccia nordcoreana di far cadere nel vuoto un summit, quello tra i presidenti Trump e Kim, già definito storico.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso