Turchia espelle ambasciatore Israele
15 Maggio Mag 2018 1507 15 maggio 2018

Gaza, veto Usa su indagine indipendente dell'Onu

Bloccata una dichiarazione del Consiglio di Sicurezza proposta dal Kuwait, che chiedeva un'inchiesta sui civili uccisi al confine. Intanto la Turchia espelle l'ambasciatore israeliano.

  • ...

La Turchia ha deciso di espellere l'ambasciatore israeliano ad Ankara, Eitan Naeh, «a causa dei morti» al confine con la Striscia di Gaza. Il 14 maggio il presidente Erdogan aveva lanciato un'accusa pesantissima contro Tel Aviv, spingendosi a parlare di «genocidio» del popolo palestinese (leggi anche: Gaza, il giorno della Nakba riaccende la tensione).

FORSE ESPULSIONE A TEMPO. L'ambasciatore Naeh era stato convocato per protestare contro l'uccisione di circa 60 manifestanti palestinesi a Gaza. Secondo l'agenzia statale turca Anadolu, i funzionari del ministero degli Esteri di Ankara gli avrebbero detto che «sarebbe appropriato che lui torni nel suo Paese per un po' di tempo», senza specificare una scadenza. Nella tarda serata del 14 maggio, il governo turco aveva già richiamato per consultazioni i suoi ambasciatori in Israele e negli Stati Uniti.

VETO SULL'INCHIESTA INDIPENDENTE. Gli Stati Uniti, intanto, hanno bloccato una dichiarazione del Consiglio di Sicurezza Onu elaborata dal Kuwait, che esprimeva sdegno e dolore per la morte dei civili palestinesi a Gaza e chiedeva «un'indagine indipendente e trasparente delle Nazioni unite per determinare la responsabilità».

PALESTINA: MISSIONE ONU SUI CRIMINI DI ISRAELE. Il governo palestinese ha chiesto al Consiglio dei diritti umani dell'Onu (Unhrc) «di organizzare un incontro urgente per decidere l'invio di una missione internazionale per investigare sui crimini commessi dalle forze di occupazione militare contro gente inerme». Il governo di Rami Hamdallah ha detto di ritenere Israele e l'amministrazione Usa responsabili «del massacro che ha avuto luogo contro il popolo palestinese della Striscia».

SI RIUNISCE IL CONSIGLIO DI SICUREZZA. Le dichiarazioni del Consiglio devono essere approvate all'unanimità e se anche un solo Paese si oppone non possono essere adottate. Il Consiglio di Sicurezza, in ogni caso, si riunirà il 15 maggio su richiesta del Kuwait, per discutere della situazione.

APPELLO ONU: «AGIRE PER EVITARE UNA GUERRA». Nikolay Mladenov, coordinatore speciale dell'Onu per il processo di pace in Medio Oriente, nel corso di una riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza sulla situazione a Gaza ha detto che «Israele deve calibrare l'uso della forza, deve proteggere i suoi confini ma farlo in modo proporzionato. Mentre Hamas non deve usare le proteste per mettere bombe e compiere atti provocatori». «La comunità internazionale deve intervenire e prevenire una guerra», ha aggiunto, definendo la situazione nella Striscia «disperata».

IL BELGIO CONVOCA L'AMBASCIATORE D'ISRAELE. Intanto altri Paesi si sono possi per chiedere chiarimenti a Tel Aviv. Il Belgio ha convocato l'ambasciatore d'Israele, Simona Frankel, dopo l'intervista choc rilasciata il 15 maggio in cui la diplomatica ha affermato che le vittime degli scontri a Gaza erano tutti terroristi. «Si possono sentire molte cose, ma ci sono dei limiti», ha detto il ministro degli Esteri belga Didier Reynders.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso