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17 Maggio Mag 2018 1718 17 maggio 2018

Iran, l'Ue attiva lo scudo contro le sanzioni Usa

Bruxelles ha annunciato che farà ricorso venerdì 18 allo "statuto blocco", una legge del 1996 che punta a neutralizzare gli effetti sulle imprese europee delle azioni americane contro Teheran.

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«Le decisioni prese» dagli Usa sull'accordo nucleare con l'Iran «non rimarranno senza conseguenze, dobbiamo agire ora e per questo venerdì mattina alle dieci e mezza lanciamo il ricorso alla legge del 1996 che punta a neutralizzare gli effetti extra-territoriali delle azioni americane» per le imprese europee. Lo ha annunciato il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker. L'amministrazione Usa di Donald Trump ha deciso l'8 maggio di ripristinare l'integralità delle sanzioni revocate dopo l'accordo del 2015 con Teheran e di applicare sanzioni ancora più severe. La proposta dell'Ue è stata integralmente sostenuta dai capi di Stato e di governo dei Ventotto, ha sottolineato il presidente dell'esecutivo Ue.

UNA NORMA MAI ATTIVATA. «Abbiamo inoltre deciso di permettere alla Bei di facilitare l'investimento delle imprese Ue in Iran e la Commissione continuerà la cooperazione sull'energia con Teheran», ha spiegato Juncker, precisando che il commissario Ue responsabile del dossier Miguel Arias Canete si recherà in Iran nelle prossime 48 ore. La norma dello statuto di blocco risale al 1996, e fu stabilita per contestare le sanzioni Usa su Cuba. Tuttavia non fu mai applicata perché allora si trovò un accordo. In questo caso, impedirebbe l'applicazione nell'Unione delle sanzioni decise dagli Usa.

TOTAL POTREBBE RITIRARSI DALL'IRAN. Resta da vedere se le multinazionali europee decideranno di correre il rischio di essere colpite da ritorsioni americane o se preferiranno invece smettere di fare affari con Teheran. Il gruppo francese Total ha già annunciato che non potrà portare a compimento un grande progetto sul gas che ha già avviato in Iran se non otterrà una deroga da parte delle autorità Usa, in seguito al ritiro di Washington dall'accordo sul nucleare iraniano. «Total non potrà continuare il progetto South Pars 11 (SP11) e dovrà porre fine a tutte le operazioni ad esso legato prima del 4 novembre 2018, a meno che le autorità americane non acconsentano, con il sostegno delle autorità francesi ed europee, ad una deroga specifica al progetto» avviato nel luglio del 2017, si legge in una nota diffusa dal colosso energetico della Francia.

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