Nuove mode 26 Novembre Nov 2010 0730 26 novembre 2010

Sul tetto che scotta

La corsa dei politici a scalare le cime dei palazzi.

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Nichi Vendola (foto Ansa)

Il primo era stato il segretario del Partito democratico, Pier Luigi Bersani, che il 24 novembre si era inerpicato su-su in cima alla scaletta che porta al tetto della facoltà di architettura dell'università La Sapienza di Roma per dare il suo contributo all’occupazione degli studenti. Arrivato in cima con l’immancabile sigaro in bocca, giacca e cravatta ancora impeccabili nonostante la faticata, Bersani aveva incontrato gli studenti e i ricercatori che protestavano contro la riforma Gelmini.
Anche il leader dell’Italia del valori, Antonio Di Pietro, non si era fatto mancare la possibilità di essere immortalato durante la salita e insieme al deputato dell’Idv, Francesco “Pancho” Pardi aveva portato la sua solidarietà. Tutti in completo blu e scarpe stringate, i temerari. Nessuno ha temuto che la mise fosse poco consona all’impresa verticale, prestazione che ha molto di ginnico e comunicativo.
I tre erano tornati giù appena in tempo per evitare il temporale che in serata aveva allagato la capitale e godere la sovraesposizione. Poca spesa e massima visibilità: con le prime pagine dei quotidiani a testimoniare l’impresa possibile del terzetto, l’obiettivo era stato centrato.
Il giorno dopo c’è stato un bis e il tetto è stato affollato di nuovo: facce diverse ma sempre lo stesso obiettivo.

Tutti dietro Antonello Venditti

Antonello Venditti (foto Ansa)

Nel secondo turno è toccato al cantautore romano per eccellenza, Antonello Venditti, subito seguito dal leader di Sinistra ecologia e libertà, Nichi Vendola, e dal segretario di Federazione per la sinistra, Paolo Ferrero. Per par condicio e rappresentanza equanime non poteva mancare una delegazione di finiani d’assalto: Benedetto Della Vedova, Flavia Perina, Fabio Granata e Chiara Moroni.
Di sicuro nessuno soffre di vertigini. Uno dopo l’altro, gradino dopo gradino, sono spuntati in cima al palazzo. Sorriso, foto ricordo poi di nuovo a terra.
Quanta gente su quel tetto, cartina di tornasole della nuova moda politica che snobba le piazze gremite dagli studenti, dove il rischio di beccarsi una sberla o un insulto è troppo alto, e preferisce l’elitaria altezza fatta di lotta composta e fotografi pronti a immortalare il momento.
Manca solo un tavolino per il tè delle cinque.
La foto ricordo prima del passo sul cemento è il vero status symbol. Basta che non succeda come a Della Vedova, fotografato mentre cerca con qualche difficoltà di spiccare il balzo finale. Oppure Granata, che si è girato dalla parte sbagliata. Più composto e distinto Vendola. Sulle presenze femminili ci asteniamo.
Peccato che nessuno scatto abbia immortalato anche il ritorno al piano terra dei politici dopo la faticosa campagna elettorale.

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